Il Tirreno

Grosseto

MAGGIORANZA IN FIBRILLAZIONE

Un testamento e parenti serpenti

Un testamento e parenti serpenti

La mozione sul tema etico divide: giallo sulla dicussione di domani

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GROSSETO. La mozione sull’introduzione del testamento biologico non è stata ritirata e la maggioranza fibrilla. A smentire le voci accomodanti che circolavano ieri è Stefano Rosini (Pd). È lui, insieme alla capogruppo democratica Daniela Piandelaghi e al compagno di partito Davide Buzzetti ad aver firmato l’atto che ha messo in subbuglio il governo locale. Al loro fianco c’è anche il capogruppo socialista Francesco Giorgi.

«La mozione _ dice Rosini _ non è stata revocata. Vedremo se ci saranno le condizioni, al massimo, per sospenderla». E questa è la strada che pare certa, per salvare capra e cavoli.

«O togliete quella mozione o usciamo dalla maggioranza un minuto dopo che è passata»: queste le parole che gli esponenti di spicco del partito d’area cattolica avrebbero detto a brutto muso nel corso di alcune riunioni ai “parenti serpenti” della maggioranza. Eppure, Rosini e gli altri tirano dritto: «Non chiediamo all’Udc di votare la mozione, ma di rendere possibile venga discussa. Vogliamo parlarne, così come se ne deve parlare e se ne parla in città. Conflitti in maggioranza? In tutte le maggioranze ci sono diversità, altrimenti saremmo un monocolore. Non credo ci siano problemi: la politica è fatta anche di argomenti non spiccioli. Inoltre il testamento biologico non fa parte del programma, questo evidenzia ancora di più che si tratta di una decisione da prendere in piena libertà di coscienza. Una cosa democratica. Non è invece democratico costringere a non portarla in aula. Le maggioranze saltano quando salta qualcosa di pesante a livello programmatico».

Ma le scintille dentro la coalizione di governo proseguono e Rosini ci tiene a precisare un altro paio di cose: «Sono un cattolico e praticante. Ma credo sia giusto che una persona, quando è ancora capace d’intendere e di volere, possa dire cosa vuole in caso la salute vada verso una certa direzione. Credo che questo sia un sollievo da certe responsabilità sia per le famiglie che per i medici. Un accanimento terapeutico non è bello per nessuno. L’eutanasia non c’entra col registro. Vogliamo solo dare una possibilità in più alla gente».

Sarà difficile convincere il capogruppo Udc Jacopo Tonelli, l’assessore Emanuel Cerciello e il consigliere Simone Marchetti, tutti e tre fedeli ai propri principi e pronti, per questi, ad affossare l’alleanza di centrosinistra.

Un bel caos, specie in vista delle prossime elezioni comunali. Arriva pure il commento di Fare Grosseto che dà (a quanto pare erroneamente) come già avvenuto il ritiro della mozione e se ne compiace, citando papa Benedetto e invitando la politica locale a occuparsi di casa, sicurezza e pulizia. Per Fare Grosseto il registro è inutile: «Non esiste alcun fondamento né costituzionale, né normativo che giustifichi l’adozione di un provvedimento di questo tipo».

Maurizio Bernardini

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