Il dolore
La Tares costa troppo, si torna alla Tarsu
La giunta di Massa Marittima vuole applicare la vecchia tassa sui rifiuti. Bai: troveremo i soldi altrove
MASSA MARITTIMA. È un problema serio quello della Tares, la nuova tassa per la raccolta rifiuti che sostituisce la Tarsu, con cui il costo del servizio andrà completamente a carico dei cittadini. E a Massa Marittima, per proteggere la comunità da questa stangata, il Comune ha ideato uno “stratagemma”: si dovranno trovare comunque i soldi per pagare il servizio, ma i criteri di applicazione resteranno invariati. In pratica, si va avanti con il regime della Tarsu.
«In questa fase di emergenza– spiega il primo cittadino di Massa Marittima Lidia Bai – la giunta ha deciso di mantenere una tassa che comprende vari criteri di ripartizione, consolidati in seguito ad un confronto con il tessuto sociale, produttivo e commerciale locale, anziché applicare nuovi criteri senza avere avuto il tempo di condividerli».
La proposta verrà portata davanti al consiglio comunale la prossima settimana. L’attuale normativa, permette infatti ai Comuni di approvare in deroga il mantenimento della Tarsu, evitando il passaggio alla Tares che avrebbe causato ingenti aumenti delle tariffe a carico di famiglie, singoli, attività ricettive agricole e commerciali. Tutto ciò ammesso che, sempre secondo quanto stabilisce la legge, sia coperto l’intero costo del servizio senza ricorrere ad altri tipi di tassazione.
In pratica, lo “stratagemma” funziona così: la spesa sostenuta dal Comune per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (1,9 milioni di euro) dovrà essere comunque coperta, diversamente da quanto accadeva in passato, ma i criteri di applicazione della tassa ai cittadini resteranno quelli ormai consolidati e condivisi a suo tempo con il tessuto sociale e le associazioni di categoria del territorio. Una soluzione arrivata dopo un duro lavoro di simulazioni, che hanno messo i brividi agli amministratori.
Facciamo un esempio: con la Tares, una famiglia di tre persone che vive in una casa di 50 metri quadrati avrebbe subito un aumento della tassa pari al 104 per cento rispetto alla Tarsu. Per i ristoranti l’incremento sarebbe stato del 75, per gli agriturismi del 94, per gli alberghi il 25, per gli ipermercati il 163, per le aziende agricole del 40. I criteri della nuova tassa, in parole povere, sono quelli del «chi più inquina più paga».
«Criteri – continua il sindaco Bai – che avrebbero visto importanti aumenti della tassa a carico soprattutto di famiglie e attività, che sono già in difficoltà a causa del periodo di crisi economica che ci colpisce. Per la nuova tassazione del 2014 avremo così modo, non appena la normativa nazionale sarà definita, di illustrare criteri e modalità e di discuterli con la cittadinanza e le associazioni di categoria del territorio». (a.f.)
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