Finanza
«Il Ct Manetti non pesa sul Comune»
Impianti sportivi, il presidente Daviddi replica a D’Alise: viviamo esclusivamente degli introiti della nostra attività
GROSSETO. Non solo l'assessore allo sport Paolo Borghi, ma neanche il presidente dell'Associazione sportiva dilettantistica tennis club Manetti, Roberto Daviddi, ha gradito lo spirito della mozione presentata dal consigliere comunale del Pd Biagio D’Alise sulla gestione degli impianti sportivi di proprietà comunale.
Daviddi scrive per respingere categoricamente l'idea che i costi di gestione degli impianti pubblici gravino quasi esclusivamente sulle casse comunali, mentre le associazioni sportive concessionarie avrebbero solo i guadagni derivanti dalle quote degli utenti. Non è così – intende precisare Daviddi – almeno per quanto riguarda il circolo tennis Manetti. «Il Tennis club Manetti – ricorda Daviddi – gestisce il più antico impianto tennis della città, appunto il Manetti, di proprietà pubblica in base alla concessione comunale del 21 settembre 2010, scaduta a fine giugno e prorogata dal Comune per un anno». Il circolo vive «esclusivamente con gli introiti della propria attività sportiva, con 120 soci e numerosi frequentatori che giocano sui 2 campi in terra rossa, con i proventi della scuola tennis, con alcune sponsorizzazioni e con gli introiti dell’affitto della gestione del bar ristorante», tutto ovviamente secondo le normative vigenti e la convenzione.
Daviddi sottolinea che il circolo paga da sé due collaboratori, due insegnanti della scuola, l'energia elettrica, l’approvvigionamento idrico, la cura e manutenzione del verde, le verifiche periodiche per gli impianti elettrici, la tassa per lo smaltimento dei rifiuti, gli oneri per il passo carrabile, le imposte, le tasse e la manutenzione ordinaria dell’impianto» mentre «le tariffe per l’utilizzo dei due campi in terra rossa – chiarisce Daviddi – sono nei limiti previsti dal Comune di Grosseto». Ci sono, poi, le spese per la sicurezza sui luoghi di lavoro, i corsi professionali, e tutta una serie di adempimenti.
Le entrate, dunque, servono a questo e «nessuna indennità e/o emolumento – spiega Daviddi – è erogato al presidente, ai componenti del consiglio direttivo, del collegio dei revisori e collegio dei probiviri: trattasi di attività volontaria». Inoltre il circolo non chiede né riceve dal Comune alcun contributo. All'amministrazione comunale competono solo gli interventi di manutenzione straordinaria come quello effettuato nel 2011 per la messa in sicurezza della tribuna centrale in cemento armato, e la riparazione di una condotta delle acque nere nel 2012.
Per quanto riguarda i bilanci, tutti gli anni, come prevede la concessione, viene inviata entro giugno, al Comune, la “relazione di attività” ed il “conto consuntivo” dell'associazione per l’anno pregresso. L'invito di Daviddi a D'Alise, dunque, è a non generalizzare e a fare i nomi delle associazioni sportive che, eventualmente, gestiscano impianti comunali in modo diverso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
