Il Tirreno

Grosseto

«Giù le mani dai meriti sul caso Peep»

di Maurizio Bernardini
«Giù le mani dai meriti sul caso Peep»

Colomba torna a rivendicare il suo intervento, insieme al sindaco e al dirigente De Bianchi: «Il 19 luglio era già tutto fatto»

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GROSSETO. Caos aree Peep risolto? Sì, è svanito l’aumento del 300 per cento necessario per riscattare la piena proprietà di abitazioni popolari. Un incremento nelle cifre c’è, ma contenuto.

Mentre è andata in scena quella che in molti hanno definito una corsa a “mettere il cappello” sulla risoluzione (tutto sommato) positiva della vicenda c’era chi, in un angolo, aveva lavorato anche per gli altri. È il caso – o almeno questo è quello che dice – di un consigliere indipendente, Luigi Colomba. Sarebbe stato lui ad aver sbrogliato la matassa su sollecitazione del sindaco Emilio Bonifazi e a braccetto con il dirigente comunale Marco De Bianchi. Un’azione, quella del trio Bonifazi-Colomba-De Bianchi, andata avanti dopo un accurato lavoro ai fianchi della giunta cui hanno contribuito in molti.

Protagonista della partita pure Fabrizio Rossi (Fratelli d’Italia): sue sono le prime dichiarazioni pubbliche sulla vicenda Peep. Sue le mozioni presentate in consiglio e bocciate da una maggioranza che si era incartata.

Ma torniamo a Colomba. «In questi mesi c’è stata un’orgia di manifestazioni, chiacchiere, riunioni, tutti per salire sul carro del vincitore. Mentre le cose sono andate in modo diverso. Per mesi il Comune è andato avanti dicendo che tutto era immodificabile. A luglio, mentre stavo discutendo con il sindaco per un problema che l’amministrazione aveva con una onlus, parlammo delle aree Peep. Spiegai lui quel che sapevo e alle 9 e mezza del 19 luglio ero già nell’ufficio del dirigente De Bianchi per illustrare quali erano i criteri modificabili».

Ecco, in quel momento la soluzione al caos c’era già. «Era già prevista l’attenzione a età, tipologia e collocazione dell’immobile. Bastava abbattere questi parametri». Ma non erano immodificabili? «Assolutamente no. De Bianchi chiamò subito il geometra interessato e fu tutto chiaro. Il Comune può benissimo ritoccare questi dati, come tra l’altro confermato dalla Corte dei conti. Poi è evidente, sia esponenti di maggioranza che di minoranza hanno giocato un ruolo tenendo vivo l’argomento. Così come il comitato dei cittadini. Ma la faccenda l’hanno risolta, nell’ordine, Bonifazi, il sottoscritto e De Bianchi. Il 19 luglio dissi a responsabili del comitato aree Peep che avevamo la soluzione».

Ma Colomba non si ferma qui. È carico e spara a zero sul Pd: «Assistiamo a una cosa inaudita: il circolo Pace dei democratici ha uno sportello informativo e i moduli sono in piazza della Palma. Ma il Comune cosa fa, il passacarte?».

A rincarare la dose ci pensa Fabrizio Rossi che prima ringrazia «i tantissimi proprietari d’immobili Peep che in questi giorni mi hanno tributato la loro stima e la loro fiducia dopo la clamorosa marcia indietro del Comune», poi picchia forte: «È irrispettoso e disdicevole il disinvolto modo di trattare la gente da parte del Pd che, con i suoi rappresentanti nelle istituzioni democratiche e con gli atti amministrativi, ha creato il caso aree Peep». Insomma, a Rossi non va proprio giù che il Pd «in un primo momento ha triplicato i costi di riscatto effettivo con effetto retroattivo, nonostante le domande già presentate; poi ha spergiurato in consiglio comunale e sulla stampa che non poteva essere modificata nemmeno una virgola e che gli aumenti erano tutti legittimi; successivamente ha revocato la famigerata delibera (che aveva imposto gli aumenti, ndc) nel settembre 2012». Anche Rossi non digerisce l’annunciata apertura, nella sede Pd di via Emilia, dello sportello informativo. Lì sarà possibile essere seguiti nella compilazione delle domande di riscatto delle abitazioni. «Aprono uno sportello nella loro sezione, anziché nel luogo deputato a orientare i malcapitati cittadini che ormai, dopo le ultime piroette, hanno perso fiducia nel Comune. In altre realtà, non certo di centro destra, quali Modena, Reggio Emilia, Sassari o la vicina Piombino, gli sportelli per i cittadini, nel caso di modifiche ai parametri, sono stati allestiti dall’ente stesso, unico che può fare informazioni ufficiali. Non certo nelle sedi del Pd che forse, per lavarsi la coscienza, sta cercando disperatamente di far dimenticare una pagina amministrativa e istituzionale in maniera sin troppo maldestra». Infine la chiosa: «Ma secondo voi, ci si può ancora fidare di questo Comune? I grossetani sapranno giudicare».

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