Sicurezza
«Vivo nella speranza di trovarla viva»
Omicidio di Potassa, l’anziana madre di Francesca Benetti confessa il suo dolore e la sua incredulità. «Sto male, spero ancora che non sia vero quello che mi dicono»
«Sto male e non campo più. Io spero fino all’ultimo, spero di ritrovarla viva». Sconvolta dal dolore, Marisa Benetti Chellini, 82 anni, risponde al telefono con un filo di voce dalla sua casa-atelier di Valdagno, provincia di Vicenza. È lei, una pittrice in pensione, la madre di Francesca Benetti, la 55enne di cui si cerca il cadavere nei dintorni della villa di Potassa, vicino a Gavorrano. Lo si cerca nei boschi, nei terreni e negli anfratti di un territorio selvaggio. Lo si cerca ovunque mentre in carcere a Grosseto è l’ex custode di villa Adua Antonino Bilella, accusato di omicidio e occultamento di cadavere. La madre Marisa, ex insegnante e apprezzata artista, segue le sue ricerche dalla sua casa al nord, e aspetta le novità con apprensione. Ogni giorno vive nell’incubo di ricevere la “telefonata”, quella più tragica, ma un po’ spera ancora, vive come in un sentimento sospeso tra rassegnazione e fiducia “strana”. «Non credo fino in fondo a quello che è successo. Io spero ancora di trovarla viva. Vivo nell’incubo, sono aggrappata a ogni telefonata che mi dia notizie. Giorni fa ero scesa in Maremma, con mio figlio e i miei nipoti. Sono pronta a tornare non appena me lo chiedono».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
