Il dolore
Un corteo in marcia per ricordare Argo
Decine di persone hanno sfilato in centro a Grosseto con bandiere, cartelli e lumini per protestare sulla storia-simbolo del cane ucciso a caccia
Almeno una trentina di persone hanno sfilato in centro storico di Grosseto. Bandiere, cartelli, lumini accesi per dire no alla caccia e ad ogni forma di crudeltà contro gli animali.
L’iniziativa, organizzata da Maremma Randagia e sostenuta da numerose altre associazioni animaliste (Lac, Lav, Antispecisti Grosseto, Maremma Cane, Comitato per la tutela e difesa di ogni forma di vita e Maremma Viva) è nata sull’onda della più recente notizia di cronaca: la morte cruenta di Argo, pastore tedesco ucciso dalla fucilata di un cacciatore («L’avevo scambiato per un cinghiale») il 2 novembre scorso all’Ampio, nelal campagna di Castiglione della Pescaia. Ma anche - avevano precisato gli organizzatori - «per ricordare Scooby, ucciso a Follonica da un cacciatore mai individuato nel settembre 2012, e il gatto Bombolo, finito da un colpo di carabina a Casalecci il 23 marzo 2013. Una serie di vittime innocenti che si aggiungono alle molte migliaia di altri animali che ogni anno solo in Maremma finiscono sotto il fuoco dei cacciatori».
All’appello, come detto, hanno risposto alcune decine di persone, molte delle quali accompagnate - così come avevano invitato a fare i promotori - dai loro fedeli amici a quattrozampe. Un corteo silenzioso, che ha percorso il centro storico in un’atmosfera da cerimonia funebre.
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