Attenzione
Testamento biologico, Udc sulle barricate
Quattro esponenti di maggioranza chiedono il registro. Ma dagli alleati centristi soffiano venti di crisi
GROSSETO. Da qualche giorno negli stanzoni comunali circolano tre paginette che potrebbero cambiare la vita del governo locale. La capogruppo pd Daniela Piandelaghi e i nuovi compagni di partito, Stefano Rosini e Davide Buzzetti, si sono mossi in un campo minato. Al loro fianco c’è anche Francesco Giorgi, capogruppo dei socialisti. Di mezzo c’è l’istituzione del registro telematico delle dichiarazioni anticipate di trattamenti sanitari. Il testamento biologico.
Materia di governo centrale, a Grosseto se ne parla invece in Comune. «Al sindaco – si legge nel documento – nella veste di massima autorità sanitaria possono far capo iniziative volte a introdurre il riconoscimento formale del valore etico delle dichiarazioni anticipate di trattamento di carattere sanitario». Inoltre «secondo recenti sondaggi, più del 70% degli italiani esprime parere favorevole all’introduzione del testamento biologico».
Ma perché dunque discuterne è così pericoloso? Semplice: alleato strategico (e forse fondamentale) per l’avvento del Bonifazi bis è stata ed è l’Unione democratica di centro. E il partito di Iacopo Tonelli e Simone Marchetti questa storia del testamento biologico non l’ha presa per nulla bene. Anzi, nei corridoi di piazza del Duomo e in altre stanze dei bottoni si mormora che l’Udc sia pronta alle barricate.
Qualcosa, insomma, nella sacra alleanza che ha portato all’Emilio secondo potrebbe incrinarsi. L’intento dei firmatari è quello di sottoporre l’atto al vaglio del prossimo consiglio comunale tra un paio di giorni. E sarà proprio lunedì che nei banchi della maggioranza qualcosa (e forse più di qualcosa) potrebbe scricchiolare.
Stando a sentire i bene informati tutto lo stato maggiore dell’Udc è in fibrillazione. Il testamento biologico, il partito di riferimento dell’area cattolica italiana non lo può e non lo vuole votare. Né a Roma, né a Grosseto.
Oltre ai due consiglieri, il partito ha in dote pure un assessorato pesante, quello al commercio. Se il testamento biologico dovesse finire in aula si andrebbe allo scontro e anche l’assessore Cerciello potrebbe decidere di fare la voce grossa.
Per vedere come andrà a finire non resta che attendere un giorno, due al massimo. Se la bozza diverrà ufficiale passeranno diversi punti: la cittadinanza dovrà essere informata del “Diritto alle così dette dichiarazioni anticipate di volontà che possono essere custodite da un notaio, dal proprio medico di fiducia o dall’interessato”.
Passi successivi? Quelli di curare la riservatezza delle scelte e sollecitare Asl e Regione a predisporre un simile registro.
Maurizio Bernardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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