Finanza
Strade di sangue, report choc
Aci e Istat classificano Grosseto ai primi posti in Italia per incidenti mortali. I più a rischio sono i ciclisti
GROSSETO. È come se ogni anno, in Maremma, si combattesse una guerra nel corso della quale perdono la vita 20-30 persone. Sono cifre pesantissime, seppure migliori rispetto al passato, quelle fornite da Aci e Istat (relative al 2012), che proiettano Grosseto ai primissimi posti in Italia di una classifica non certo invidiabile: quella del rapporto tra incidenti stradali e mortalità.
A spiegare report e tabelle nella sala riunioni dell’Aci, in via Mazzini, c’era il direttore provinciale Mauro Minoletti: «Complessivamente, in Italia, nel 2012 ci sono stati 186.726 incidenti con 3.653 morti (nel 2006 le vittime erano 5.669, addirittura 8.318 nel 1979). Rispetto al 2011 gli incidenti diminuiscono del 9,2%, i feriti del 9,3% e i morti del 5,4%, mentre tra il 2001 e il 2012 la riduzione delle vittime della strada è stata quasi del 50% come richiesto dall’Ue.
La maggior parte dei sinistri si è verificata su strade urbane (141.715), mentre su strade extraurbane e autostrade si registra il maggior numero di morti. Sempre a titolo di curiosità l’indice di mortalità raggiunge il valore massimo tra le 3 e le 6 del mattino, la domenica è invece il giorno nel quale si registra il livello più elevato di mortalità. In sette casi su dieci le vittime di incidenti stradali sono conducenti dei veicoli, nel 14,6% passeggeri trasportati e nel 15,4% pedoni o ciclisti. Le fasce di età a maggio rischio sono i giovani tra 20 e 24 anni».
Poi il discorso è tornato su Grosseto città, dove a fronte della diminuzione già evidenziata, sale il numero dei ciclisti (effetto crisi?) e anche la quota di conducenti di biciclette coinvolti in incidenti stradali. Nel 2013 si contano già tre morti. I numeri confermano inoltre che i più a rischio sono i veicoli a due ruote, mentre analizzando nel dettaglio le cause degli incidenti si scopre che al primo posto c’è il mancato rispetto della precedenza (19%), seguito dalla guida distratta (15,8%) e dalla velocità elevata (9,4%).
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