Finanza
Molestie in chiesa: versioni a confronto
Interrogatorio fiume ieri in tribunale davanti al gip, sentita la ragazzina che accusa il parroco e tre testimoni
GROSSETO. È cominciato ieri mattina alle 11.30 nell’aula gip del tribunale di Grosseto. Ed è finito in tarda serata, dopo che il giudice per le indagini preliminari aveva ascoltato la ragazzina che sarebbe stata molestata dal parroco. Con lei, sono stati sentiti anche tre testimoni, tre adolescenti, che hanno risposto alle domande del giudice.
L’incidente probatorio che è andato avanti per ore e ore per almeno due motivi: la delicatezza del caso e la giovane età dei ragazzi coinvolti. Lei, all'epoca dei fatti (più di tre anni fa) non aveva ancora compiuto quattordici anni ed è quindi ancora minorenne, come lo sono i tre testimoni che ieri mattina sono stati accompagnati in tribunale dai genitori. Quando la polizia giudiziaria si è presentata a casa del sacerdote per sequestrare il pc, lui ha deciso di lasciare la sua parrocchia per dare modo alla magistratura di lavorare senza intralci. Una scelta che è stata poi sottolineata e apprezzata anche dalla diocesi che, seguendo la strada di trasparenza indicata da papa Francesco al suo insediamento, decise di affidarsi a un comunicato ufficiale per far sapere di quella perquisizione avvenuta in casa del parroco, appunto. In casa di un uomo che ha dedicato tutta la vita ai suoi parrocchiani, che ha ascoltato chi aveva bisogno di lui, che ha cresciuto generazioni di grossetani. Che ha accompagnato tante persone nel loro cammino di fede ma soprattutto li ha guidati in quei bui periodi di difficoltà. Un parroco come se ne contano sulle dita di una mano che si è allontanato per dare la possibilità alla magistratura di svolgere il proprio dovere e accertare la verità: stabilire se davvero, abbia commesso o meno abusi sessuali su una minorenne. Fatti per i quali il prete è stato indagato, che vengono condannati senza tentennamenti da parte della diocesi. È una storia della quale nessuno vuole parlare nonostante che il nome del prete sia stato iscritto nel registro degli indagati da mesi.
La ragazzina, a distanza di anni, avrebbe raccontato che lui qualcosa le avrebbe fatto. La versione fornita in almeno tre occasioni e a tre persone diverse, non sarebbe sempre la stessa. Tant'è che a sporgere denuncia non sarebbero stati i genitori della giovane. Una confidenza, probabilmente, che è passata di bocca in bocca e che è finita dritta in Procura dove è stato aperto un fascicolo iniziato con un decreto di perquisizione che ha interessato l'abitazione del parroco.
La presenza del parroco, dopo il suo allontanamento volontario, è diventata assenza e un'intera città si è fatta domande per giorni e giorni. Il motivo era quel nome venuto fuori in un'inchiesta per pedofilia. Un reato aberrante, che la diocesi di Grosseto ha condannato con forza. Ma chi lo conosce e chi sta seguendo questo caso da vicino racconta un'altra versione. Una quarta, rispetto alle tre che avrebbe raccontato la ragazzina. Una versione che in quel rapporto tra parroco e giovane frequentatrice della parrocchia non nasconde niente di morboso. Ieri in tribunale il giudice ha cercato di capire proprio questo, prima di fissare l’udienza e decidere se rinviare a giudizio o meno il parroco.
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