Toscana
Guerra delle tessere nel Pd Grosseto caso nazionale
È una delle pochissime realtà dove il voto dei congressi resta sub judice Roma deve vagliare i ricorsi di Simiani, ma è quasi certa la conferma di Pinzuti
GROSSETO. Fino a ieri sera, a tarda ora, i congressi grossetani e l’investitura a segretaria provinciale di Barbara Pinzuti erano sub judice. Grosseto infatti _ stando a un lancio Agi di metà pomeriggio _ risultava infatti tra i congressi “a rischio mannaia” insieme a Treviso, Piacenza, Trapani, Cosenza e Avellino.
Sul tavolo della commissione nazionale, dopo l’esposto del garante regionale Paolo Londi (respinto al mittente dalla segreteria di Berlinguer), è giunta infatti una ulteriore memoria _ con dettagliata anagrafica degli iscritti-votanti a Grosseto _ finalizzata a ottenere un parere complessivo dai garanti nazionali. E così sarà.
Le speranze di accoglimento, però, sono davvero poche. Marco Simiani _ lo sconfitto _ ha detto di non essere sorpreso dal lancio Agi, ma di non credere in decisioni clamorose. «Nella nostra provincia ci sono state diverse cose che non hanno funzionato. Troppe. Poi la forbice di sessanta voti non ha aiutato a smorzare. Ci resterà questo rammarico, ma dobbiamo guardare avanti». E ieri sera, infatti, come nulla fosse accaduto, si è svolta la riunione precongressuale al Granduca.
È davvero una terra strana la Maremma. Qui Renzi non può mettere la bandierina sulla segreteria provinciale, eppure _ numeri alla mano _ avrà una maggioranza netta sia nell’assemblea territoriale che in quella comunale. Non solo. Dopo Adire (gli Amici di Matteo Renzi, fuori dal Pd, un’idea di Paolo Pisani), il comitato Grosseto per Renzi (con iscritti e non, tutti facenti capo a Marco Simiani), ora sta per nascere un altro gruppo a sostegno del sindaco di Firenze. Nasce dentro al Pd, in quell’area di renziani che Paolo Borghi definisce dei “non praticanti”. E andrà oltre l'evento congressuale.
Non si sa ancora chi la coordinerà (pare Azelio Bagnoli); di certo c’è invece l'adesione di molti big: diversi consiglieri comunali del capoluogo, qualche amministratore del territorio, Borghi & Biliotti.
Ieri, intanto, proprio un consigliere comunale _ Stefano Rosini _ ha di nuovo sparato contro Simiani e i cosiddetti renziani della prima ora. «Le mozioni locali _ scrive Rosini _ erano altra cosa rispetto al nazionale e i dati parlano chiaro. I simpatizzanti di Renzi si sono quindi divisi nel sostenere candidati diversi alle segreterie provinciali, comunali e di circolo. Con Simiani che ha pagato il mancato e naturale appoggio a un altro renziano, Biliotti, e il fatto di aver preso parte all’attacco ingiusto e demagogico nei confronti della amministrazione comunale del capoluogo».
Poi c’è stata «la sgradevole appendice dei ricorsi _ sono ancora parole di Rosini _ e a questo proposito voglio far presente che le primarie nazionali del Pd dello scorso anno videro Renzi mettersi a disposizione del vincente Bersani, senza gridare ai brogli. A Grosseto è accaduto il contrario».
«Sì, perché la cosa che mi ha fatto più dispiacere _ prosegue Rosini _ è stata proprio la reazione post congressi, dove la norma del tesseramento aperto è stata contestata proprio dai renziani della prima ora, e in particolare laddove è arrivata la vittoria della segretaria Pinzuti. Io spero che si comprenda che ciò che accade adesso nel Pd succede normalmente negli Stati Uniti al momento delle primarie per la presidenza. I candidati alla nomination si attaccano anche sul piano personale, non solo politicamente, senza esclusione di colpi, poi tutto rientra. Dobbiamo quindi abituarci, metabolizzare, ripartire».
Infine Rosini si dice convinto che in vista dell’ultimo atto del congresso, l’8 dicembre, il gruppo dei renziani “ritroverà quella coesione utile e importante per sostenere alla segreteria del Pd nazionale l'attuale sindaco di Firenze, perché è nei fatti: senza Renzi il Pd non vince”.
In tutta la diatriba il più defilato resta il sindaco Emilio Bonifazi. Mai una parola in questi due mesi di battaglia.
Il congresso dovrebbe regalargli una seconda parte di mandato più serena, con un segretario comunale del partito di maggioranza in sintonia con l'azione del Comune, una maggioranza forse più coesa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
