Italia
Raid sui furgoni in sosta A giudizio per tredici furti
FOLLONICA. Ciò di cui il terzetto finito sotto accusa sarebbe stato specialista erano i furti di attrezzature da lavoro: tutti custoditi nelle auto in sosta appartenenti ad artigiani. Trapani,...
FOLLONICA. Ciò di cui il terzetto finito sotto accusa sarebbe stato specialista erano i furti di attrezzature da lavoro: tutti custoditi nelle auto in sosta appartenenti ad artigiani. Trapani, avvitatori, martelli, tassellatori, mole, smerigliatrici, presse, smerigliatrici, inchiodatrici, caricabatterie, stringitubi, kit da lavoro e altro ancora. Tutta strumentazione comunque utile per i lavori nel campo edile. All'udienza preliminare, le posizioni del terzetto si sono divise. E per Ciro Russo, 39 anni, nativo di Napoli, si è aperta la strada del rinvio a giudizio. Il gup Valeria Montesarchio ha disposto il processo, fissando la prima udienza di dibattimento per il 28 aprile, davanti al giudice monocratico Sergio Compagnucci.
Tredici gli episodi di furto cui è accusato, in concorso con Salvatore Parisi e Antonio Morino. Episodi commessi tutti di notte, a Follonica per lo più (e tutti nella stessa notte, quella del 4 gennaio 2010), ma anche a Valpiana e a San Vincenzo (sempre il 4), a Firenze e a Reggello (il 5). Un raid in piena regola, che aveva fatto tredici vittime in un arco limitato di tempo e che aveva impegnato carabinieri, inizialmente, e polizia (anche quella di Frosinone). I tabulati telefonici avevano permesso alla Procura della repubblica di stringere il cerchio e di attribuire responsabilità ai tre indagati, per i quali il pm Giuseppe Coniglio aveva chiesto il processo. La merce rubata e sequestrata dalle forze dell'ordine era stata comunque riconosciuta dalle parti offese, che avevano presentato denuncia, lamentando perdite per migliaia di euro.
Secondo l'imputazione, a Follonica i furgoni presi di mira erano in sosta in via Petrarca, via Rossellini, via Monte Grappa, via Buonarroti (qui tre colpi), via Monte Cervino; a Valpiana in via del Cancellone; a San Vincenzo in via Gramsci; a Firenze in via Villamagna e in via Datini; a Reggello in piazza Tobagi.
A Follonica era stato preso di mira anche un capannone: da lì erano stati portati via - dopo aver forzato la porta di ingresso - un trapano, un martello demolitore, un avvitatore, un piegarame, una pressa multistrato con ganasce, un polifusore, uno stringitubi e materiale vario. Ditte di termoidraulica e di manutenzione ascensori, ma anche un mezzo dell'Enel erano entrati nel mirino dei ladri.
Praticamente tutti uguali i modus operandi di assalto ai furgoni, lasciati posteggiati sotto casa dai titolari o comunque dai dipendenti delle ditte: la rottura del portellone o dello sportello. A San Vincenzo, invece, era stato tagliato il telo del cassone del furgone prima di compiere la razzia. E per ciascuno di questi episodi la Procura ravvisato le aggravanti del numero di persone coinvolte nel furto, delle circostanze di tempo e di luogo (cioè di notte) e la violenza su cose e beni esposti alla pubblica fede.
(p.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google