Attenzione
«La stazione sta morendo, va rivitalizzata»
La proposta degli edicolanti di piazza Marconi: mostre, mercati artigianali, eventi per farla rinascere
GROSSETO. Angela Ricciardi, la moglie dell’edicolante della stazione di Grosseto Gian Paolo Caldarelli, lancia un’idea. Rivitalizzare l’area ferroviaria che sta morendo, organizzare eventi culturali, promuovere mostre. Allestire mercatini artigianali.
Perché tutto questo? L’idea le è maturata col tempo: Angela arriva da Milano, è abituata a pescare spunti e stimoli ovunque, a guardare il mondo con occhio aperto e sbarazzino. E a Grosseto - dice lei - «secondo me c’è bisogno di fare qualcosa perché la stazione sta morendo». Complice anche il progressivo taglio dei treni, l’orientamento di Trenitalia che sembra puntare a smantellare la Tirrenica a vantaggio dell’alta velocità, «qua - dice lei - è sempre più un mortorio. La gente è in calo; se ci tagliano i treni anche noi lavoriamo meno», per non parlare del depotenziamento della stazione avvenuto nel corso degli anni. Taglio del personale e tendenza all’automazione che, presto o tardi, potrebbe inghiottire anche le biglietterie grossetane. «Vedendo tutte queste cose - racconta Angela - io vorrei che si facesse qualcosa per rivitalizzare lo scalo ferroviario. Lancio l’idea sperando che qualcuno la raccolga: quella di prendere in considerazione la stazione come “spazio” da animare con mercati artigianali e mostre fotografiche o storiche». Un allestimento sulla storia della stazione potrebbe essere uno spunto. «Raccogliere carte, vecchie foto, libri che documentino quello che questa stazione è stata per Grosseto: potrebbe essere un momento importante per la città», e non solo per chi ci lavora. (el. gi)
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