Proteste
La “Cilabbrona” in cerca d’autore
Al vaglio un nuovo progetto per la sistemazione della piazza
ROCCASTRADA. La piazza sine requie. A Roccastrada, ieri sera, su iniziativa della nuova pro loco, si è svolta una riunione per parlare della riqualificazione della piazza principale del paese, ribattezzata sarcasticamente ‘La Cilabbrona’, quasi inutilizzata e bersaglio di ironia e invettive. Da anni si parla di risistemarla e renderla più gradevole alla vista e all’uso da parte dei roccastradini.
Stiamo parlando di piazza Gramsci, quella centrale, col doppio monumento (uno ai caduti e l’altro all’epopea mineraria). Una piazza che sembra posseduta da una maledizione. Ecco la sua storia. Nel 1929 si chiamava piazza Tagliavacche in riferimento ad un signorotto locale dell’epoca. Qui il fascismo ci trasferì il monumento ai caduti che si trovava dietro il palazzo comunale. E sempre nel ‘29 si decise anche di ampliarla, demolendo (cosa inaudita ai giorni nostri) una chiesa del 1.500 con cripta e cimitero sottostante. Così nel 1936 fu inaugurata la nuova piazza, con il nome di piazza Vittorio Emanuele. Nell’angolo dove stava la chiesa i vespasiani… Dopo soli 20 anni, nel 1956, l’amministrazione comunale gli cambiò il nome in Antonio Gramsci. Dieci anni dopo, nel 1966, fu aggiunta una vasca con la scultura di un cinghiale. Ancora vent’anni dopo, nel 1989, fu tolto il cinghiale e inserita una imponente cascata d’acqua in memoria dell’attività mineraria.
Con le ristrettezze economiche dell’ente locale la cascata d’acqua (gettava 50 litri al secondo) è diventata un lusso che le finanze locali non potevano più permettersi. Così la Cilabbrona è ormai a secco da tempo. Chi passa vede solo una cascata di cemento, un pugno in un occhio laddove – con un po’ di gusto, semplicità e buon senso – si potrebbe realizzare una splendida piazza-giardino.
Quando siamo a corto di soldi, si sa, è più facile partorire idee che opere. Sono nate, quindi, negli ultimi anni decine di proposte da parte di associazioni locali e comuni cittadini per ‘ravversare’ la piazza. C’è chi ha proposto di mascherarla con un murales del Guidoriccio, chi di allestirci le macine di un frantoio o simularci i canaloni del Farma. Altri hanno suggerito di inserirci un mosaico artistico oppure riportarci il vecchio cinghiale. E ancora trasformarla in giardino pensile, addirittura rivestirla con lo yarn bombing.
Anche l’amministrazione comunale di Roccastrada ha una sua proposta di conservazione e rilancio. Peccato che scarseggino le risorse. Ieri sera la popolazione è stata chiamata a pronunciarsi su una proposta concreta. La Pro loco, attraverso il presidente Andrea Locondro, ha presentato infatti il suo progetto di riqualificazione, firmato da due giovani architetti legati al territorio. Ma c’è anche chi esprime dubbi: Roccastrada può permettersi di rimettere mano alla stessa piazza per la quarta volta in 80 anni? La priorità per Roccastrada è effettivamente la risistemazione onerosa della Cilabbrona? Del progetto, molto carino, ne risentiremo comunque parlare.
Gabriele Baldanzi
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