Attenzione
«L’innevamento? Una chimera Non c’è l’acqua per i cannoni»
Porcelloni (Isa impianti) segnala la mancanza di tubazioni che dalla Marsiliana arrivano in quota Allo studio un consorzio pubblico-privato per salvare le società impiantistiche e sviluppare il turismo
CASTEL DEL PIANO. A un passo dall’inverno e dalla stagione sciistica (si prevede neve fra pochi giorni) gli operatori si stanno preparando per l’apertura della Amiata bianca con molte questioni che rimangono purtroppo aperte.
La spina nel fianco è l’acqua per l’innevamento artificiale. Un ambizioso progetto di investimenti è partito anni fa, ma adesso è completato solo il primo step. Ma, senza la seconda parte, niente possibilità di arrivare a quell’innevamento artificiale significativo che tutti gli operatori caldeggiano e auspicano per l’Amiata. Dunque, cosa è stato fatto? Con la a prima tranche del progetto è stata portata l’acqua da Abbadia San Salvatore alla Marsiliana, (comune di Seggiano), con interramento dei tubi e finalmente presenza di acqua: «Una bella operazione, senza dubbio - commenta Luciano Porcelloni dell’Isa impianti - ma adesso c’è da fare il più. Dalla Marsiliana, infatti, bisogna portare l’acqua in tutte le piste. Occorrono stazioni di pompaggio in quota e interramento dei tubi, in modo tale che i cannoni possano avere acqua per l’innevamento artificiale».
E’ il segmento di lavoro più atteso, questo, perché adesso, l’unico serbatoio disponibile per servire i cannoni è il laghetto di Pratolungo, fra il prato delle Macinaie e quello della Contessa ed è proprio a questo laghetto che va addotta l’acqua: «Siamo ben lungi, dunque - afferma Porcelloni - dal parlare di innevamento. Eppure ci sono risorse stanziate e progetti cantierati. Devo dire che c’è anche una grande volontà di realizzare i progetti da parte istituzionale. Ma sono i tempi burocratici ad essere insostenibili. Ci sono giorni precisi che devono passare tra un atto e l’altro e per noi, credo, che ormai anche questo inverno sarà esattamente come quello passato. L’acqua arriva a metà strada, ma se non ce la portano in quota tutta la fatica fatta sin qui non serve a un bel niente».
E mentre l’operazione adduzione acqua sta continuando, sono in corso anche abboccamenti fra le istituzioni e gli impiantisti delle varie stazioni sciistiche, compresa l’Amiata. Si vuole evitare la chiusura delle stazioni, in grave stato di sofferenza per la crisi in atto e cercare una soluzione diversa da quella delle piccole 10 stazioni chiuse, ultimamente, per mancanza di risorse. Si spera nella possibilità di costituire un consorzio pubblico-privato per salvare le società impiantistiche da una parte, ma anche per permettere lo sviluppo di un turismo legato alla neve che ha nonostante la crisi economica, una sua capacità di attrazione. E proprio per questo sull’Amiata i prezzi degli skipass sono rimasti invariati rispetto all’anno scorso, con molte offerte rivolte alle famiglie, alle scuole e alle associazioni. Nello stesso modo si stanno comportando pure gli alberghi della parte alta della montagna che già stanno lanciando alcune possibilità di soggiorno in Amiata nel mese di dicembre molto appetibili. Fiora Bonelli
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