Il Tirreno

Grosseto

Impianti sportivi, maretta in maggioranza

di Enrico Pizzi
Impianti sportivi, maretta in maggioranza

«La gestione dei privati costa al Comune e ai cittadini»: il consigliere D’Alise (Pd) invoca una stretta

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Attività sportive private in impianti pubblici e a pagare, oltre agli utenti e alle loro famiglie, è la collettività che si fa carico della maggior parte dei costi di gestione.

Il problema lo aveva già sollevato il 14 ottobre scorso, in consiglio comunale, in sede di approvazione del bilancio di previsione del 2013: lì il consigliere comunale del Pd Biagio D'Alise aveva sottolineato l’incongruenza tra gli altissimi costi sostenuti dal Comune per gli impianti sportivi, dati in concessione ad associazioni sportive, e i ricavi quasi inesistenti, a fronte però di quote piuttosto elevate che le associazioni chiedono, agli utenti, per fruire degli impianti stessi.

«Per uno sport di squadra una famiglia può arrivare a dover pagare anche 300-400 euro all’anno per un bambino, e la cifra sale se si tratta di sport individuali».

La questione approda oggi in prima commissione perché D’Alise ha presentato una mozione che sarà discussa nella seduta dell’11 novembre. In pratica il consigliere del Pd vorrebbe impegnare il Comune ad attuare immediate misure di contenimento delle spese di gestione degli impianti sportivi di sua proprietà. La mozione parte dalla premessa che il bilancio preventivo evidenzia, a carico della collettività, una spesa complessiva, per lo stadio comunale – che assorbe oltre un terzo della spesa – per il palazzetto dello sport e per altri impianti sportivi che supera, seppur di poco, il milione di euro; mentre le entrate sono pari a circa 58mila euro.

Insomma, il Comune di Grosseto paga, facendo ricorso alla fiscalità generale, il 91% dei costi di gestione degli impianti, senza, però, che per gli utenti ci sia un ritorno. D'Alise sottolinea anche, infatti, che si sono verificati incrementi delle rette annuali, richieste dalle società sportive, che mediamente oscillano tra il 25 e il 30% su base annua, «esborsi _ dice _ che non risultano in linea con gli sforzi economici sostenuti dall’amministrazione, tesi a favorire lo sviluppo e la pratica dello sport in età giovanile».

Per D'Alise è inconcepibile che le rette rette siano determinato da un accordo di natura privatistica da parte di soggetti giuridici che gestiscono impianti pubblici e che ricevono, in molti casi, contributi di compartecipazione per la gestione degli stessi impianti. È necessario intervenire con dei correttivi che, per il consigliere democratico, consistono innanzitutto nel rendere obbligatoria, e subito, la trasmissione dei bilanci di tutte le società sportive concessionarie di impianti di proprietà comunale; nel sospendere, dal 1º gennaio 2014, ogni contributo di compartecipazione e, semmai, rimborsare le spese effettivamente sostenute a fronte della presentazione di regolari fatture; e, infine, nel fare in modo che le rette annuali o mensili per la pratica sportiva siano concordate con il Comune.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa