Il Tirreno

Grosseto

Commissariamento Anche Iacomelli presenta il ricorso

di Alfredo
Commissariamento Anche Iacomelli presenta il ricorso

L’ex sindaco di Gavorrano contro la sentenza del Tar «Caos nella normativa, centinaia di casi in tutta Italia»

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GAVORRANO. Ricorso uno, ricorso due. Anche la lista di Elisabetta Iacomelli vuole impugnare la sentenza del Tar che ha portato al nuovo commissariamento di Gavorrano, così come ha già fatto quella guidata da Massimo Borghi. Ovvio però che sia i contenuti che le richiesta al Consiglio di Stato sono diverse. Se il selliano infatti sostiene che la guida del Comune non debba andare in mano a un commissario ma al secondo eletto (cioè lui), la socialista e la lista Pd spingono sulla complessità e a loro parere «assurdità» della normativa nata dopo la sentenza dell’8 maggio dello stesso Consiglio di Stato. La vicenda, come si sa, è ingarbugliata. Nasce con l’autenticazione delle candidature da parte di un assessore provinciale esterno a Gavorrano (Patrizia Tacconi) che non ne avrebbe il diritto e si sviluppa sui banchi dei tribunali in un caso che con ogni probabilità farà giurisprudenza in materia di diritto elettorale. Ma non è un caso tutto minerario. Anzi, riguarda buona parte delle amministrazione italiane elette nella tornata del maggio scorso, da nord a sud. «Ci siamo messi in contatto con gli altri sindaci per agire insieme» spiega Iacomelli. Certo, ogni Comune ha una storia a sé, ma tutte nascono dalla stessa sentenza dell’8 maggio, che si basa sull’autenticazione delle liste elettorali. «Gavorrano, tra l’altro, è un caso ancora più particolare» continua la socialista. Il riferimento è al fatto che se da una parte la sua lista Centrosinistra unito per Gavorrano è stata esclusa perchè autenticata da un soggetto non autorizzato, lo stesso non è successo per quella di centrodestra di Muriel Berretti, autenticata da un consigliere provinciale, Giulio Ciabatti, esattamente come Tacconi non idoneo per mettere la firma sulle candidature. La sentenza che dà origine a tutto questo caos è recente, così come la regola delle autenticazioni «Fare un censimento di tutti i casi in Italia è impossibile – continua Iacomelli – Contando poi che tutti nascono da situazioni particolari, dove i Comuni sono commissariati o comunque con il consiglio comunale sciolto (come Gavorrano)». In ogni caso, convinta che quella sentenza non possa essere applicata vista la mancanza normativa, la lista Centrosinistra unito per Gavorrano nei prossimi giorni presenterà ricorso per impugnare il pronunciamento del Tar che ha portato l’ente di nuovo in mano a un commissario. Ora però l’attesa non è soltanto per la decisione che prenderà il Consiglio di Stato, ma anche per i tempi. «Ci auguriamo tutti che arrivino alla svelta» dice la socialista. La speranza è che arrivi entro la metà di febbraio, in tempo per convocare i comizi elettorali (che scadono a fine febbraio) e indire nuove elezioni. Una speranza, appunto, anche se in giro per il Paese non tutti i casi sembrano alimentarla. Il Comune di Tricarico (Matera), ad esempio, coinvolto in una vicenda simile, ha presentato ricorso alla ripresa della pausa estiva ma il Consiglio di Stato si pronuncerà solo a fine gennaio.

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