Il Tirreno

Grosseto

Biogas, doppio ricorso contro la sentenza del Tar

di Sabino Zuppa
Biogas, doppio ricorso contro la sentenza del Tar

In campo il Comune di Capalbio («Atti legittimi e tempestivi») e la Provincia Marras: «Siamo stati troppo disponibili con Sacra o noi la causa del danno?»

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CAPALBIO. Sia il Comune di Capalbio sia la Provincia di Grosseto proporranno ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza choc del Tar della Toscana che li ha condannati ad un risarcimento milionario nei confronti della Sacra per la vicenda del Biogas all’Origlio.

Ieri pomeriggio la giunta comunale del sindaco Luigi Bellumori ha deliberato in tal senso «ritenendo la sentenza per più versi censurabile nella ricostruzione dei fatti rilevanti per il giudizio, è ingiusta e motivata da erronea interpretazione ed applicazione delle norme di diritto. L’amministrazione conferma il convincimento di aver posto in essere atti legittimi e tempestivi – dice il sindaco - nel rispetto del principio di legalità e di imparzialità, e nel pubblico generale interesse, tanto che il tribunale, che pure ha disposto un annullamento di un atto della Provincia ai soli fini risarcitori, non ha trovato ragioni per annullare alcuno dei provvedimenti assunti dal Comune di Capalbio. La responsabilità delle amministrazioni è affermata senza alcun giuridico fondamento e per tale ragione, impregiudicata la possibilità di avviare sin da subito un tavolo di confronto con la Provincia e con la Sacra, sarà prudenzialmente richiesta l’adozione di misure cautelari consistenti nella sospensione dell’esecutività della sentenza impugnata».

Anche Leonardo Marras commenta amareggiato la sentenza: «Difficile svolgere con serenità il ruolo di amministratore nel paese dei paradossi che è oggi l’Italia – spiega - la vicenda dell'impianto a biogas a Capalbio è davvero singolare: una classica storia italiana. Al momento in cui la Provincia ha adottato un protocollo d’intesa per promuovere l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, fra le quali il biogas, è stata oggetto di un fuoco di fila da parte dei soliti noti con proprietà a Capalbio. Successivamente sono intervenuti insigni giuristi a sostenere che le energie rinnovabili vanno bene solo se lontano dal proprio cortile (sindrome di Nimby: not in my backyard) ed è capitato di dover assistere al prelievo di un funzionario per interrogarlo nel corso di una conferenza dei servizi, con la conseguenza che il processo decisionale è stato interrotto. A un certo punto è apparso, leggendo gli accadimenti, che quasi fossimo "in combutta" con il privato. Lo stesso privato, presunto favorito, ricorre al Tribunale amministrativo regionale e ottiene una pronuncia favorevole e il diritto al risarcimento. Data la successione degli eventi ammetto di avere una crisi d’identità: qualcuno mi spieghi se noi della Provincia siamo stati troppo "disponibili" verso Sacra, oppure se siamo stati, proprio noi, causa del danno che secondo il Tar la società ha subito».

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