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Aiuti agli allevatori per evitare stragi

Aiuti agli allevatori per evitare stragi

Appello di Legambiente dopo l’uccisione del lupo a Grancia Lav attacca cacciatori e pastori: «Sono loro a uccidere»

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GROSSETO. La fiaccolata per Argo si farà. Sabato sera, alle 20.30, piazza Dante si illuminerà delle fiaccole accese per ricordare il cane ucciso da un colpo di fucile durante una battuta di caccia. scambiato per un cinghiale. E durante la marcia degli animalisti, un pensiero sarà sicuramente dedicato anche al canide trovato morto a Grancia. Un’uccisione che ha suscitato sdegno. «Non ha senso farsi giustizia da sé; così non si risolve la grave problematica degli attacchi agli ovini in Maremma». Parole che arrivano dalla segreteria nazionale di Legambiente, per bocca di Angelo Gentili. «Occorrono incentivi agli allevatori e una strategia per ridurre il randagismo - aggiunge - Condanniamo l’uccisione del predatore, trovato legato e senza vita. Non è con atti cruenti, legali o illegali, che si risolve la difficile questione dei predatori degli ovini, che sta soprattutto negli ultimi mesi mettendo in seria difficoltà gli allevatori maremmani. Ribadiamo con forza che uccidere un predatore, di qualsiasi tipo, è comunque un reato penale». I continui attacchi da parte di predatori di greggi nella realtà maremmana sono per la maggior parte non a lupi ma a cani inselvatichiti e ibridi. «Il lupo è invece un animale protetto - aggiunge Gentili - ed è assurdo proporre una campagna legale di abbattimenti di una specie di grande valore dal punto di vista della biodiversità. Ma è anche necessario sostenere e coadiuvare gli allevatori che vivono un momento di grande difficoltà e che rappresentano, dal nostro punto di vista, un importantissimo presidio del territorio. Servono agevolazioni e incentivi per attutire la grande mole di danni diretti e indiretti che gli allevatori stanno subendo». Monitoraggio e prevenzione, oltre che azioni concrete per tutelare le greggi. È questo il pensieo di Legambiente. La Lav, invece, parte all’attacco. «Un cacciatore e un allevatore. È questo senza dubbio l’identikit di chi ha sparato al canide trovato morto sabato a Grancia - dice Giacomo Bottinelli, presidente della Lav - Qualcuno che evidentemente ha un allevamento in quella zona e che ha compiuto un gesto di vendetta nei confronti del presunto responsabile di attacchi alle greggi. E’ un reato che prevede fino a due anni di carcere». Per la Lav, il caso è simile a quello del cane ucciso ed esposto in piazza l’anno scorso a Roccalbegna. L’appello della Lav è ai cittadini che devono opporsi a questi massacri con scelte alimentari consapevoli e un netto no alla caccia.

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