Il Tirreno

Grosseto

«La Cavallerizza ai cittadini»

di Maurizio Bernardini
«La Cavallerizza ai cittadini»

Progetto «a costo zero per il Comune»: ecco la proposta di “Dritti alla meta” per la rinascita dell’arena

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GROSSETO. Riqualificazione della Cavallerizza, c’è un’idea. A mettere sul piatto la proposta sono i volontari di Dritti alla meta, gli stessi che una ventina di giorni fa hanno tirato a lucido l’arena. Si parla della nascita di una struttura dedicata ai giovani, ma il progetto (c’è solo una prima bozza) è ancora tutto da scrivere. Tra molte perplessità (vedi sotto, ndc) e altrettanto entusiasmo c’è chi cerca di far tornare la gente sulle Mura. Intanto, la sala Eden è sempre lì a marcire, in attesa di un bando che le restituisca la dignità che merita.

Progetto ambizioso. Ma cosa hanno in mente quelli di Dritti alla meta? Si parla di un impianto prefabbricato, smontabile e in grado di ospitare un centro culturale giovanile. C’è già un disegno, elaborato (gratuitamente) dall’architetto d’interni Manuela Banini. «Ricordiamoci _ dice su Facebook il capofila di Dritti alla meta, Fernando Bruno _ che qui non bisogna decidere se restaurare perfettamente un anfiteatro antico o farci un mostro di vetro e acciaio, ma piuttosto di lasciare un’area abbandonata o destinarla a qualcosa di utile».

Quattrini. Sì, ma i soldi? L’idea, almeno a sentire chi la propone, non avrebbe alcun peso sulle casse comunali: «Questa volta _dice ancora Bruno _ non si è fatto qualcosa sperperando soldi pubblici e mettendo i cittadini davanti al fatto compiuto, ma si è provato a trovare una soluzione a costo zero mettendo prima in rete una bozza. A prescindere se piace o no, a me sembra un incredibile esempio di coraggio, democrazia e volontariato». I finanziamenti infatti «sarebbero privati, di enti e associazioni che mi hanno già contattato».

Gestione. Chi gestirebbe il centro culturale giovanile? «La manutenzione _ precisa ancora Bruno _ verrebbe affidata a volontari, ad esempio studenti dell’istituto agrario per il verde. Ovviamente non ho per ogni problema una risposta, almeno non ancora, ma realtà simili, all’estero, esistono già». L’intento è di «stroncare la relazione stereotipata giovani, droga, casino, fallimento», concetto da sostituire con il più sano «Giovani, responsabilità, cultura».

Grandi prospettive. L’idea del portavoce di Dritti alla meta è ben più ampia: «Vorrei che in futuro ci fosse un percorso culturale che trasformasse la cinta muraria in un anello elegante, ben tenuto e ben frequentato. Vorrei diventasse un’attrazione per turisti e non, con punti d’incontro e ristoro accomunati da un modulo architettonico che componesse delle forme consone per ogni utilizzo. Le strutture, leggere e riposizionabili, garantirebbero a ogni punto attrattivo di essere riconoscibile in quanto “simile” al precedente e al seguente». Intanto Dritti alla meta apre alla nascita di un mercatino tradizionale maremmano stabile al bastione della Rimembranza: «Senza considerare che una volta finito con la parte esterna del monumento dovremmo pensare all’interno». Le Mura, conclude Bruno, «si trovano a poche decine di metri dal corso, che è strapieno di vita, ma sono sempre abbandonate».

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