Il Tirreno

Grosseto

I PRIMI COMMENTI

Il popolo di Facebook è scettico

Il popolo di Facebook è scettico

Dubbi sull’estetica e sulla concretezza. Ma il principio piace

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GROSSETO. La prima impressione è quella che conta. Ecco, dovessimo dar retta a questa frase l’idea del gruppo di Dritti alla meta avrebbe vita breve. Pochi “mi piace” e molti giudizi negativi raccolti su Facebook. Tanti grossetani insistono: prima recuperiamo l’Eden. C’è chi parla di «uno schiaffo alla natura» e chi ironizza: «Il progetto sarà anche a costo zero, ma la realizzazione del manufatto, anche quella sarà dovuta alla benevolenza e operosità dei cittadini? A meno che ognuno non faccia un salto all'Obi a comprare qualcosa, costruire, comunque, costa. O mi sbaglio?».

Discussioni anche sull’impatto estetico: «Il progetto è bello, ma fuori luogo nel contesto. Non siamo una città che ha al suo interno il moderno accostato allo storico, diverrebbe solo un cazzotto in un occhio». Mentre per altri “I monumenti storici devono essere valorizzati con i dovuti restauri e non con nuove costruzioni. Strutture del genere, che possono essere valide, devono essere messe in altre zone della città».

C’è anche chi ricorda l’esistenza di molte realtà lasciate a se stesse, tra cui le case cantoniere: «Utilizziamo quelle, provate a chiedere la concessione».

Tra le chiacchiere s’insinua la sala Eden: dopo un primo bando saltato all’aria la storica balera è sempre lì, in apnea. chi aveva vinto la gara (la Uisp) ha rinunciato. Ora il Comune ha messo in piedi le linee d’indirizzo che dovranno essere contenute nel nuovo bando. Ma la storia va per le lunghe. Intanto, la balera dove hanno sognato intere generazioni di maremmani (e non solo) cade a pezzi: sempre più scritte sui muri, sempre più trascuratezza, sempre più atti vandalici.

«Perché non credere nell’Eden», si legge in uno dei tanti commenti al progetto del gruppo di Dritti alla meta. Un problema sentito, tanto che alcuni grossetani aprono a un percorso di recupero proprio dell’Eden, magari con le stesse energie che andrebbero a creare la nuova struttura alla Cavallerizza (da alcuni vista come una sala Eden in miniatura).

Alla prima impressione il progetto non ha convinto. Ma si tratta solo di una bozza, un’idea cui tutti possono dare un contributo. (m.b.)

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