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urbanistica a santa fiora

Un regolamento a misura di turismo

SANTA FIORA. L’amministrazione comunale di santa Fiora ha sottoposto ieri pomeriggio all’attenzione della comunità il nuovo regolamento urbanistico. Un regolamento conservativo e soprattutto...

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SANTA FIORA. L’amministrazione comunale di santa Fiora ha sottoposto ieri pomeriggio all’attenzione della comunità il nuovo regolamento urbanistico. Un regolamento conservativo e soprattutto realistico, visti i tempi di crisi, ma che darà la possibilità di edificare a chi ne avrà necessità, che riserva una nuova area alle attività produttive artigianali e punta al turismo e alle chanches recettive.

È il primo dei tre regolamenti previsti (ogni regolamento ha, per legge, durata quinquennale) per realizzare ciò che suggerisce il piano strutturale santafiorese e di quel piano strutturale prevede il 40% di nuove abitazioni, circa 50-60 alloggi spalmati sia nel capoluogo che nelle frazioni, soprattutto Bagnore.

E sono stati previsti pure recuperi sull’esistente patrimonio architettonico del centro storico, di cui sono stati schedati più di 500 edifici, oltre i 100 classificati della zona rurale. Previsto, ancora, il completamento della lottizzazione di San Bastiano e del Marroneto.

«Era uno strumento mancante da 20 anni – dicono gli amministratori – e, oltre che all’edilizia, guarda allo sviluppo soprattutto turistico».

Una sola area, quella di Meleto, fra Santa Fiora e Bagnore, è stata riservata agli insediamenti artigianali, con l’opportunità di legarli allo sfruttamento del calore geotermico. Previsto anche un nuovo depuratore nella zona della Fornacina che potrebbe servire Santa Fiora, borgate e frazioni.

Ma si guarda, come detto, soprattutto al turismo. In primo piano la possibilità, se qualcuno vorrà coglierla, di uno sviluppo termale, con possibile incremento della struttura esistente, nella zona dell’acquaforte, un tempo rinomatissimo luogo di cura e di visita come dimostrano documenti e cartoline d’epoca. Per la frazione di Selva, poi, il convento della Santissima Trinità potrebbe diventare ostello o comunque luogo di accoglienza turistica, così come il piccolo edificio della Fonte delle Monache, potrebbe essere ampliato da qualche investitore.

Una strategia di sviluppo che guarda anche la sentieristica: da un lato la sentieristica santafiorese si collega a quella dell’intera Unione dei comuni, dall’altra viene tracciata ex novo, seguendo i segni delle antiche strade leopoldine.

Si guarda, dunque, in particolare, alla risorsa storico ambientale, alla valorizzazione di luoghi storici come il convento della Selva, noto per la leggenda dell’uccisione per mano di Guido Sforza del drago. O il vecchio sogno di riportare nella montagna incantata gente con scopo terapeutico e legato alle cure termali.

Il regolamento sarà adottato dal consiglio entro il 1º dicembre e definitivamente approvato e pronto per la pubblicazione Bur verso il prossimo febbraio-marzo. (f.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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