Proteste
Riti esoterici e vampiri Ecco l’ordinanza del gip
GROSSETO. Irina, prima di essere uccisa dal suo compagno, avrebbe assistito a uno strano rito esoterico. E avrebbe accusato Bertini di «essere un vampiro che le aveva sottratto tutte le energie». È...
GROSSETO. Irina, prima di essere uccisa dal suo compagno, avrebbe assistito a uno strano rito esoterico. E avrebbe accusato Bertini di «essere un vampiro che le aveva sottratto tutte le energie». È quanto scrive il giudice per le indagini preliminari Marco Bilisari nell’ordinanza di convalida dell’arresto del tecnico informatico di 47 anni che ha confessato di aver strangolato la sua compagna.
Bertini, nei prossimi giorni sarà di nuovo ascoltato dal magistrato che sta cercando di ricostruire tutto quello che è successo nell’appartamento di via Ansedonia. Non soltanto il giorno in cui Irina Meyntser è stata uccisa e nemmeno quando il suo corpo, nudo, è stato trovato in un dirupo sulla strada che porta a Torre Ciana, a Porto Ercole, ma anche nei mesi e nelle settimane precedenti alla tragedia. Che i rapporti tra Irina e Sergio non fossero idilliaci, lo hanno raccontato le amiche della donna ai carabinieri. Già a marzo o aprile, i due avrebbero litigato furiosamente tanto che Sergio avrebbe buttato fuori di casa la sua compagna. La loro storia, però, era proseguita. Tra alti e bassi, come tante coppie. Irina, secondo il racconto di sergio, avrebbe anche ironizzato pesantemente su alcuni atteggiamenti dell’uomo. Tanto che quelle frasi e quelle battute avrebbero potuto ferirne l’orgoglio.
Probabilmente Sergio ha strangolato Irina accecato dalla rabbia e dalla gelosia. Pedinava Irina, litigavano continuamente. Poi, dopo aver ucciso la donna, il quarantasettenne ha cercato di far sparire le tracce di quello che era successo. Con la messinscena del viaggio a Roma e con le telefonate fatte al numero della donna, dopo che il cellulare era finito nella mani di un migrante alla stazione Ostiense. «Amore rispondi, ti prego», ha detto una voce maschile.
E ancora: «Se tu vuoi l’orologio grande come piace a te... adesso vado e te lo compro... ma rispondimi». E poi gli sms, quelli che in qualche modo hanno inchiodato Bertini alle proprie responsabilità: inviati dai due cellulari, dal suo e da quello di Irina, dallo stesso luogo quando la donna era già morta e il suo cadavere sparito. (f.g.)
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