Il Tirreno

Grosseto

Ricerche a tappeto per trovare Antonio

di Michele Nannini
Ricerche a tappeto per trovare Antonio

Ancora nessuna traccia dell’anziano scomparso domenica: sul posto la moglie che non si è mai allontanata dai soccorritori

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FOLLONICA. Oltre cinquanta uomini impegnati nelle ricerche coadiuvati dalla tecnologia e dal fiuto dei cani dei gruppi cinofili. Ma anche ieri nessuna traccia di Antonio Proia, l’ex carabiniere in pensione disperso da domenica pomeriggio mentre stava cercando funghi con la famiglie nella macchia di Follonica in località Valli, fra il Martellino e la zona della Cerreta. Ed anche ieri non è stata una giornata facile per i soccorritori, a causa delle incerte condizioni meteo che hanno scaricato sulla boscaglia delle Colline Metallifere una fastidiosa pioggia nelle prime ore del pomeriggio.

Il centro operativo della protezione civile è stato allestito dai vigili del fuoco a poche decine di metri dal canile dell’Enpa in località Martellino, vicino alla zona in cui l’uomo ha fatto perdere le proprie tracce ormai tre giorni fa. Oltre ai pompieri sono stati impegnati nelle ricerche uomini dei carabinieri, della Croce rossa italiana, due nuclei cinofili di Cri e vigili del fuoco, personale della Vab, volontari dell’associazione La Racchetta, agenti della guardia di finanza e personale del corpo forestale dello Stato.

La zona interessata dalle ricerche si estende per circa 150 ettari, tutti di fitta macchia mediterranea, stretta fra il canile Enpa, la strada statale Aurelia ed i campi coltivati adiacenti il nuovo ippodromo dei Pini. Squadre di 5 e 6 persone si sono divise il terreno effettuando ricerche a pettine sulla zona già battuta nella serata di domenica e per tutta la giornata del lunedì, analizzando con cura ogni anfratto ed ogni possibile pertugio che potesse fornire un nascondiglio ad Antonio Proia; il tutto coordinato dal campo base da ulteriore personale che con accurate rilevazioni gps cercava di definire con la maggior precisione possibile l’area delle ricerche che nel pomeriggio si è estesa anche alla zona oltre la statale Aurelia, comunque già interessata anch’essa nei giorni scorsi dai pattugliamenti.

Non si sono allontanati di un metro i familiari di Proia, la moglie Rosa e la cognata che hanno assistito alle operazioni di ricerca per tutta la giornata. Ieri mattina è giunto sul posto anche il medico curante della famiglia Proia che ha fornito indicazioni sullo stato di salute complessivo dell’ex appuntato dell’Arma dei carabinieri: difficile che l’uomo, 83 anni, possa aver coperto una lunga distanza a piedi nel folto della macchia anche se dopo così tante ore dalla scomparsa i ricercatori non escludono nessuna ipotesi.

Antonio Proia vive con la famiglia da anni in Toscana, raggiunta per lavoro quando venne trasferito dall’Arma a Firenze; poi il servizio a Niccioleta ai tempi dell’attività mineraria, infine l’arrivo a Follonica dove ha concluso il suo servizio ed è andato in pensione e dove è rimasto a vivere con la moglie ed i tre figli.

Non era la prima volta che Proia andava per funghi, anzi: da profondo conoscitore della macchia follonichese aveva spesso percorso quei sentieri nascosti sapendo bene come uscirne e come ritrovare la via di casa.

Al momento della scomparsa indossava pantaloni jeans, maglietta a righe blu e bianche, una giacca grigia ed un cappello azzurro.

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