Sicurezza
Le svaligiano la casa, scrive una lettera ai ladri
Via con un bottino da diecimila euro, Alfonsina non ci sta: «Spero che viviate bene, io prego per voi»
A settant’anni e a ottanta, la visita dei ladri nella casa costruita mattone dopo mattone e arredata giorno dopo giorno, è un avvenimento che segna. È la violenza, non tanto nei confronti delle cose che sono scomparse, ma delle stanze nelle quali ci si sente al sicuro. Alfonsina Feri e il marito Mario Fedeli questa brutta esperienza l’hanno subita sabato pomeriggio. La donna dopo aver sporto denuncia ai carabinieri ha deciso di scrivere una lettera ai ladri. Per tentare di spiegare loro cosa si prova quando un’abitazione viene violata e quando dai cassetti spariscono oggetti di valore, certo, ma soprattutto affettivo.
Ecco la lettera che Alfonsina ha scritto ai ladri:
«Sono Alfonsina Feri, abito con mio marito Mario Fedeli in via del Pianetto a Grosseto. Il 2 novembre verso le 16,30 sono uscita per circa un’ora per fare la spesa. Al mio ritorno ho avuto il piacere di scoprire che dei signori ladri mi avevano fatto visita. Si sono presi tutto quello che nel corso della nostra vita avevamo cercato di avere da persone oneste, grandi lavoratori, da poter andare a testa alta. Il valore che mi è stato rubato è di circa 10.000 euro, ma questo non è il problema. Io credo che nella vita ci sono cose molto più brutte, però vorrei dire a queste persone che a 70 anni io, e 80 anni mio marito, possiamo vivere senza orologio, senza anelli, senza collane, perché la nostra vita in questo momento è fatta solo di visite mediche e spese di farmacia.
Ma loro, i signori ladri, si domandano se il male che hanno fatto a noi può essere a sua volta il loro bene? Se potessi vederli in faccia, chiederei loro come possono avere il coraggio di guardare il sole al mattino e la bellezza del tramonto alla sera dopo una giornata passata a frugare nelle cose, facendo piangere tante persone oneste. Sarei pronta, ritrovando le mie cose, a regalare tutto pur di conoscere chi ha avuto il coraggio di farmi questo. Vi voglio dire: continuare così e cercate di non deludere chi vi protegge, per prime le nostre leggi italiane.
Se avete modo di leggere o ascoltare questo mio sfogo, vi dico non state a tornare a casa mia, non trovereste che due persone anziane con tante spese da pagare e nient’altro. Spero che riuscirete a vivere bene con i sacrifici di altre persone e anche con le preghiere che ogni sera io recito per voi».
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