Il Tirreno

Grosseto

Le svaligiano la casa, lei scrive ai ladri

di Francesca Gori

Via con un bottino da diecimila euro in oro e gioielli, la donna si rivolge a chi è entrato in casa: «Ci avete rubato i ricordi»

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GROSSETO. A settant’anni e a ottanta, la visita dei ladri nella casa costruita mattone dopo mattone e arredata giorno dopo giorno, è un avvenimento che segna. È la violenza, non tanto nei confronti delle cose che sono scomparse, ma delle stanze nelle quali ci si sente al sicuro. Alfonsina Feri e il marito Mario Fedeli questa brutta esperienza l’hanno subita sabato pomeriggio. E la donna, dopo aver sporto denuncia ai carabinieri ha deciso di scrivere una lettera ai ladri. Per tentare di spiegare loro cosa si prova quando un’abitazione viene violata e quando dai cassetti spariscono oggetti di valore, certo, ma soprattutto affettivo. Bisogna tornare indietro di qualche tempo, per raccontare questa storia. A quando Mario lavorava come impresario edile e Alfonsina invece era impiegata in Comune. «Abbiamo lavorato una vita - dice la donna - e abbiamo sempre cercato di dare una mano, nel nostro piccolo, a chi ne ha avuto bisogno. Quando vengono in casa a rubare, devono capire che non portano via solo oggetti che hanno un valore economico. Ma strappano i ricordi alle persone». L’elenco di quello che hanno rubato nell’appartamento rimasto vuoto, sabato pomeriggio, soltanto un’ora, è lungo. «Tra quelle cose c’era ad esempio una medaglia che gli amici del Casermone mi avevano regalato quando li ho radunati tutti e invitati a pranzo per fare una sorpresa a mio marito - racconta - quello era un ricordo al quale tenevo molto. E poi c’era anche un anello con quattro pietre che, alla mia morte, sarebbero dovute andare una per ciascuna nipote». Ricordi, affetti. Tra quei diecimila euro di oro, orologi e gioielli c’era il racconto della vita di Alfonsina e Mario. Del loro amore e della loro famiglia. «Hanno tagliato la recinzione e sono entrati in casa - dice ancora la donna - forzando tutte le porte e le finestre. C’era già successo un’altra volta, tanti anni fa. Per questo ho deciso di scrivere questa lettera, di getto. Per provare a spiegare loro che quello che trovano nelle abitazioni delle persone sono cose che hanno anche un altro valore, oltre a quello economico». Su un foglio protocollo a quadretti grandi, Alfonsina ha raccontato ai ladri quello che si prova a trovarsi con la casa svaligiata. Senza rancore, ma con quel modo di fare che soltanto le nonne sanno dimostrare.

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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