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sul litorale orbetellano

Le raffiche di libeccio hanno riaperto l’incubo erosione

Le raffiche di libeccio hanno riaperto l’incubo erosione

ORBETELLO. Si riaffaccia l’incubo di erosione nel tratto orbetellano della Costa d’Argento. Le recenti mareggiate di libeccio, che hanno battuto violentemente tutto il litorale tra domenica e lunedì...

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ORBETELLO. Si riaffaccia l’incubo di erosione nel tratto orbetellano della Costa d’Argento. Le recenti mareggiate di libeccio, che hanno battuto violentemente tutto il litorale tra domenica e lunedì passati, hanno ridotto ulteriormente la lingua di sabbia presente davanti alle strutture turistiche della zona compresa tra il fiume Osa e l’Albegna, riaprendo un problema importante che sembrava essere dimenticato.

Sono circa due anni, infatti, che la spiaggia antistante le località del Campo Regio e del Voltoncino sono particolarmente colpite dal problema dell’erosione che ha causato la riduzione di alcuni metri della larghezza dell’arenile. In realtà il fenomeno ha le sue radici nel passato ma dal 2011 la situazione è peggiorata vorticosamente con la zona che ne ha risentito fortemente a livello di presenze turistiche e di “reputazione” sui social network.

Ed i risultati si sono visti anche in termini di presenze: le prime proiezioni statistiche dell’estate 2013 in provincia parlano per la Maremma del sud di buoni incrementi per il mese di agosto e settembre, uniti al ritorno degli stranieri. Due elementi che hanno ribadito che zone come Capalbio, l’Argentario e l’orbetellano hanno tenuto, nonostante la crisi nazionale: i numeri peggiori, però, si sono avuti proprio nelle strutture turistiche extra alberghiere del territorio di Orbetello che sono poi quelle che si affacciano sulla zona maggiormente colpita dall’erosione. Gli operatori si sono anche uniti e mossi, in questi anni, ed hanno sollecitato l’intervento delle istituzioni che sono anche giunte, lo scorso maggio, ad un accordo di programma tra Regione Toscana, Comune di Orbetello e Provincia di Grosseto per un intervento tampone di circa 500 mila euro con il quale arginare momentaneamente il fenomeno, in attesa di fare degli studi più approfonditi per interventi strutturali più importanti.

L’estate scorsa non si poté cominciare in tempo per non ostacolare la presenza dei bagnanti ma lo si dovrebbe fare in vista della prossima stagione balneare: però, nonostante il mare continui a scavare, non si è ancora a conoscenza se sono state espletate tutte le procedure burocratiche necessarie per gli interventi programmati. E se è vero che l’estate 2013 è finita, la primavera e la riapertura delle stagione turistica fanno presto ad arrivare e non si possono certo affrontare con gli arenili in queste condizioni.

Sabino Zuppa

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