Il Tirreno

Grosseto

Investimenti sul territorio, così si resiste

di Alfredo Faetti
Investimenti sul territorio, così si resiste

A Montieri teleriscaldamento e una nuova caserma per i carabinieri. Il sindaco: «Evitiamo che i giovani se ne vadano»

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MONTIERI. C’è un piccolo borgo medievale nascosto tra le colline che resiste ai tempi moderni. La sua strategia è quella di puntare in modo insistente sui contributi europei in modo da far lavorare le attività locali, mentre il suo asso nella manica è un tesoretto regalato da madre natura. In questo modo, si riesce a tener vivi i servizi e a riqualificare i paesi. Ma non basta avere in dono la geotermia e tutte le risorse che porta con sé per riuscire a mandare avanti un Comune come quello di Montieri. Qui, sia che si parli di Poste Italiane spa che di Stato, quando c’è da tagliare non ci si pongono grandi problemi. Montieri è nascosto tra i boschi, lontano dagli occhi e dal cuore dei centri. Un paese che la tendenza vorrebbe destinato a spopolarsi, a colpi di macete su trasporti e servizi. Ma le amministrazioni si sono messe di traverso e lavorano incessantemente per trovare delle alternative. «Se non ci sono risorse, si procede con l’economia a scala» dice il sindaco Marcello Giuntini. «Se non avessimo le risorse della geotermia, avremmo già portato i libri in Prefettura» ammette. In un Comune dove gli oneri di urbanizzazione non superano i 30mila euro all’anno, in cui ci sono ben quattro centri storici a cui badare, dove la morsa dei tagli è sempre in agguato, non sarebbe possibile far quadrare i conti senza quel tesoretto. Ma non basta la geotermia per mandare avanti un Comune montano e periferico come Montieri. Serve un lavoro costante, su tutti i fronti. Ultimo traguardo tagliato in ordine di tempo è la nuova caserma dei carabinieri, «che speriamo di inaugurare presto», confida il sindaco. Per questa non è arrivato nessun contributo da Roma: l’ha pagata il Comune. «Per noi mantenere il presidio dei carabinieri era un punto fondamentale. Tra l’altro, con la spending review, l’arma non paga neanche l’affitto. È concessa gratuitamente: una decisione che ha preso tutto il consiglio». Bisogna lottare nei borghi periferici per andare avanti, giocando anche i propri assi. Per questo l’amministrazione ha deciso di investire il tesoretto della geotermia sotto forma di contributi (a fondo perduto) da destinare ai cittadini che vogliono ristrutturare le facciate nei centri storici. Più o meno, vengono versati dai 10mila ai 15mila euro all’anno: «Così, si riqualificano i paesi e si dà lavoro alle piccole attività artigianali del territorio». La grande rivoluzione montierina, comunque, rimane il nuovo sistema di teleriscaldamento, costato circa 7,5 milioni di euro. Il Comune infatti, a suon di bandi, mette a disposizione contributi per i cittadini che vogliono partecipare al progetto Geocom (bando europeo da 3,3 milioni di euro di cui Montieri è l'unico comune italiano ad aver vinto). Perché non basta il tesoretto. «Noi lavoriamo incessantemente per avere una buona capacità di attrazione di risorse esterne» spiega Giuntini. Dal Far Maremma all’Ente Cassa di Firenze passando (fino al suo tramonto) per il Monte dei Paschi. Bandi e concorsi che hanno portato a Montieri e ai suoi progetti risorse capaci di creare la nuova serra, l’emporio polifunzionale, il nuovo centro civico e così via. In pratica: posti di lavoro per gli abitanti e servizi nelle frazioni. Tutto bene, quindi? La risposta è ovviamente no. Perché i disagi per un Comune periferico non mancano mai. Uno su tutti: i trasporti. Le corso sono diminuite e l’amministrazione ha pensato a una soluzione: l’economia a scala. «Inutile spendere delle risorse se da sole non spostano nulla – dice Giuntini – Così le abbiamo investite per mantenere i collegamenti con le frazioni, che di fatto costituiscono un servizio complementare a quello scolastico». Il sindaco lo sottolinea: «la nostra volontà è quella di non chiudere niente: se chiude è lo Stato», dice riferendosi anche alle scuole. Sono cinque gli istituti nel comune (due materne, due elementari e una media), per un totale di 124 ragazzi (compresi quelli che arrivano alle materne da Prata). «Noi li teniamo in vita grazie alle proroghe delle zone montane: se il ministero le toglie noi non potremo far nulla». C’è sempre da lottare quando sei nascosto nel bosco. E la ricerca costante di contributi, i bandi e le alternative mirano ad un’unica cosa: tenere in vita i paesi dall’abbandono. «Negli ultimi 30 anni siamo riusciti a rimanere sempre sui 1.500 abitanti, grazie anche agli stranieri» conclude Giuntini, che non ne fa soltanto una questione economica. «Io ad esempio sono contrario alla fusione dei Comuni, basta l’Unione. Se togli i punti di riferimento, la gente si sente abbandonata dallo Stato. Qui invece il contatto è diretto e sono sempre i Comuni a toccare con mano i problemi delle nostre realtà. Nella politica ormai non ci crede più nessuno: sono i sindaci gli ultimi baluardi».

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