Il Tirreno

Grosseto

la tragedia della feniglia del 2011

Udienza per il bambino annegato

Sotto accusa la madre e il padre, probabile un rito alternativo

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GROSSETO. Il marito potrebbe chiedere un rito alternativo, per la moglie è in arrivo una pronuncia di non imputabilità in seguito alla perizia psichiatrica che ha accertato una "psicosi affettivo puerperale biologica".

Potrebbero separarsi così, questa mattina all’udienza preliminare, le posizioni di Lorenzo Cassinis e di Laura Pettenello, imputati per la tragedia del 9 agosto 2011, quando Federico Cassinis, 18 mesi, morì annegato giù dal pedalò nel mare della Feniglia. La madre, commercialista romana di 47 anni, è finita sotto inchiesta per omicidio e tentato omicidio - quest'ultima imputazione per un episodio del 13 marzo 2011 a Roma, nella vasca da bagno. Il marito Lorenzo è sospettato di concorso colposo in omicidio volontario: pur essendo stato messo a conoscenza della gravità della situazione clinica della donna, non avrebbe fatto abbastanza per proteggere Federico, secondo i magistrati di via Monterosa.

Chiuse da tempo le indagini preliminari, acquisita la perizia del professor Massimo Ammanniti e del dottor Romano Fabbrizzi che certifica l'incapacità di intendere e di volere anche in quel 9 agosto, la Procura aspettava di sentire il marito, che aveva manifestato l'intenzione di farsi interrogare una volta ricevuto l'avviso di fine indagini. Ma Cassinis si era presentato in Procura dicendo di non voler rilasciare dichiarazioni. Così il fascicolo era stato definitivamente chiuso.

La donna ha sempre negato la volontarietà, in entrambi gli episodi: «È stata una disgrazia, non volevo ucciderlo».(p.s.)

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