Il Tirreno

Grosseto

Terremoto pontili, 7 avvisi di garanzia

Monte Argentario, la Polizia ha compiuto una serie di perquisizioni in Comune per verificare la regolarità delle concessioni

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MONTE ARGENTARIO. Sette avvisi di garanzia in Comune a Monte Argentario: si indaga sulla vicenda dei pontili. La notizia, circolante da giorni, ha preso corpo come un vero terremoto che ha agitato il promontorio. Giorni fa la Polizia ha compiuto una serie di perquisizioni negli uffici municipali alla ricerca di documenti riguardanti l’assegnazione dei pontili di Porto Santo Stefano e Porto Ercole. L’ipotesi che ha indotto la Procura di Grosseto ad aprire un fascicolo sarebbe quella di turbativa d’asta. Le indagini sono in corso per verificare la regolarità o meno degli atti.

Il sindaco Arturo Cerulli preferisce non commentare: «Non dico niente - dice - se non che sono tranquillo e che non sono interessato da alcun avviso di garanzia».

Si riapre così una vicenda legale che sembrava essere giunta alla sua conclusione dopo che il Comune di Monte Argentario era riuscito a vincere tutti i ricorsi presentati al Tar dai vecchi titolari delle concessioni demaniali che erano state rimesse a bando dall’amministrazione del sindaco Arturo Cerulli dopo il terremoto giudiziario del 2011, scatenatosi con il sequestro del Porto Domiziano a Porto Santo Stefano. Una vicenda che, due anni fa, fu seguita dalla dichiarazione di illegittimità di sette pontili a Porto Ercole da parte del Consiglio di Stato dopo un ricorso presentato dalla società Marina Management del gruppo Ferragamo che avrebbe voluto partecipare all’assegnazione degli stessi perché le concessioni stavano andando a scadenza. Possibilità che fu negata, a quanto pare, per la mancanza di una regolarizzazione urbanistica dovuta alla vetustà del piano portuale di Porto Ercole che tuttora risale al 1959. Tutta una serie di irregolarità che sfociarono in un processo in cui sono state coinvolte ben 42 persone, tra tecnici, funzionari e concessionari e che mise a serio rischio l’inizio della stagione nautica estiva del 2011. La situazione fu temporaneamente risolta tramite una norma di salvaguardia, un espediente urbanistico di cui l’amministrazione argentarina si avvalse in attesa di attivarsi per le procedure di redazione dei piani regolatori portuali dei due scali del Monte Argentario e che fu seguita dalla decisione di rimettere a bando tutte le concessioni del promontorio perché non valide in quel momento. Fu dato ordine di sgomberare i pontili e furono fatte le nuove gare, tutti per con una scadenza limitata nel tempo in attesa delle nome urbanistiche nuove e furono così assegnate circa una ventina di nuove concessioni per un totale di 2000 posti barca tra Porto Santo Stefano e Porto Ercole. Dopo i bandi partì la lunga sequela dei ricorsi amministrativi, durata fino alla scorsa estate, con la lunga serie di vittorie del Comune che culminò con l’ultimo ricorso respinto alla società Nuova Scotto a Porto Ercole, l’ultima rimasta ancora al suo posto e rimossa tramite atto forzato del comune argentarino che si presentò con sindaco e le forze dell’ordine per eseguire la sentenza.

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