Il Tirreno

Grosseto

Porta a porta: «Di più non si può»

L’assessore Tei: «Ha costi insostenibili, partiamo da obiettivi più concreti»

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GROSSETO. «Il porta a porta dappertutto, al momento, non si può fare. Se anche fosse vero che nel lungo periodo fa risparmiare, oggi non abbiamo i soldi per l’investimento iniziale. La direzione è comunque verso la differenziata e lì puntiamo con due soluzioni fattibili: più fos e raccolta di umido in tutta la città. Si può fare e lo faremo».

L’assessore comunale all’Ambiente, Giancarlo Tei, risponde al Comitato Beni Comuni che ha sollevato il problema della scarsa produzione di raccolta differenziata in provincia. La Maremma è all’ultimo posto in Toscana col 28 per cento di differenziata, a fronte di un obiettivo che la legge ha fissato al 65 per cento.

Tra gli ostacoli allo sviluppo della differenziata, per il Comitato ci sono i paletti fissati dalla convenzione tra Ato e Futura, gestore dell’impianto delle Strillaie. La convenzione obbliga i comuni (pena il pagamento di penali) a conferire alle Strillaie quantità di indifferenziata enormemente superiori a quelle effettivamente prodotte. Tutto a causa di stime errate.

«Le cose non stanno così», spiega Tei. «I Comuni hanno l’obbligo di conferire 91.460 tonnellate all’anno di indifferenziata e 27.512 di umido e, comunque, almeno 95.178 e non oltre 142.766 tonnellate. Ora: solo nel comune di Grosseto nel 2012 si sono prodotte in totale 50.059 tonnellate, di cui 30.970 d’indifferenziata e 17.421 di differenziata». Di queste, l’umido ammonta a 6.130 tonnellate, di cui 2.630 di sfalci e 3.500 d’organico.

«A questo punto si deve tenere presente che alle Strillaie solo Grosseto e Castiglione della Pescaia conferiscono dall’agosto 2012. Alla fine di quest’estate sono arrivati i rifiuti dalla zona nord della provincia, mentre la zona sud e l’Amiata ancora mancano. Quindi, aspettiamo almeno che l’impianto sia a regime e vediamo che economie si possono avere», spiega Tei.

Quanto agli errori di previsione, Tei glissa: «Nel 2002 si è fatta una scelta, un impianto per cdr. Ormai ce l’abbiamo ed è inutile dire: “Sarebbe stato bello avere la differenziata”. Sono d’accordo coi comitati, sono d’accordo a rivedere la convenzione, ma per riconvertire l’impianto servono milioni di euro che, semplicemente, non abbiamo. Non si lavora con le cambiali».

Cosa si può fare, dunque? Tei ha due obiettivi: «Primo, produrre la fos, la frazione organica stabilizzata, cioè la parte organica ricavata dall’indifferenziata. Se ne ottiene una specie di terriccio, da non confondere col compost, con cui ci si ricoprono le discariche». Per smaltire l’indifferenziata oggi si pagano 12 euro a tonnellata che saranno 18 nel 2014; per la fos solo 10,33. Il risparmio è di 1,1 milioni di euro all’anno».

Il secondo obiettivo è raccogliere l’umido per ricavarne compost, «che si può vendere e ricavarne un guadagno. Alle Strillaie si può, anzi si deve fare. Per questo ho chiesto a Sei (la società che ha assorbito Coseca, ndr) di anticipare un progetto per raccogliere l’organico in tutta la città». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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