Il Tirreno

Grosseto

«Ora serve più differenziata»

Rifondazione all’attacco del Comune: «Mantenga gli impegni presi»

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FOLLONICA. Una decisa svolta verso la raccolta differenziata a Follonica come da promesse di campagna elettorale. Lo chiede il circolo di Follonica di PRC analizzando i dati dell’Agenzia Regionale Recupero Risorse della Regione relativi agli ultimi anni. Un’analisi approfondita che evidenzia come la quantità di rifiuti urbani raccolti attraverso la differenziata sia in fase di stallo o di regressione malgrado la diminuzione di rifiuti urbani prodotti nella regione Toscana a partire dal 2005, diminuzione collegata direttamente alla minor raccolta differenziata. «Chiediamo all’amministrazione follonichese – precisa il circolo di Rifondazione - di tener fede a quanto promesso in campagna elettorale in merito alla raccolta differenziata, seguendo l’esempio di altre amministrazioni toscane che, ponendosi il problema prioritario di salvaguardare la salute e gli interessi dei propri cittadini, hanno espresso pareri conformi alle direttive europee e nazionali, ma decisamente contrastanti con la attuale stesura del piano regionale di gestione dei rifiuti». Perché di contrasto vero e proprio, secondo il partito follonichese, bisogna parlare. «Il piano regionale ammette infatti che il sistema della raccolta differenziata in Toscana è prevalentemente basato su sistemi di raccolta di tipo stradale con cassonetti e campane, riconoscendo quindi implicitamente che la mancanza di una differenziata con sistemi domiciliari o di prossimità ha invalidato la corretta raccolta dei rifiuti urbani sino ad oggi effettuata dalla maggior parte dei comuni toscani, Follonica compresa. Ma le amministrazioni sia locali che provinciali, tranne qualche sporadico caso, non hanno favorito lo sviluppo delle raccolte differenziate secondo criteri logici ed effettivamente produttivi che avrebbero ridotto ulteriormente le quantità di rifiuti destinati alle discariche o agli impianti di incenerimento». La tendenza di questo nuovo piano secondo Prc rimane la stessa, con elementi contrastanti come il raggiungimento del 60% di riciclo ed il recupero di energia tramite incenerimento, l’uno in conflitto con l’altro.

Michele Nannini

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