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Grosseto

«Strillaie, scelte sbagliate. Ora si cambi»

«Strillaie, scelte sbagliate. Ora si cambi»

Rifondazione interviene sulle dichiarazioni dell’assessore provinciale Siveri: «Piano tutto da rivedere»

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GROSSETO. Chi aveva previsto che l’impianto di trattamento dei rifiuti delle Strillaie dovesse trattare materiale proveniente dalla Calabria? Se lo chiedono, «sgomenti e preoccupati», gli esponenti di Rifondazione Comunista di Grosseto dopo l’intervista rilasciata al Tirreno dall’assessore provinciale all’Ambiente Patrizia Siveri.

Alla domanda se l’impianto non fosse sovradimensionato, essendo stato costruito sulla base di una convenzione tra Ato e Futura (la società che lo gestisce) che prevede una crescita dei rifiuti del 5 per cento l’anno – poi rivelatasi esagerata – l’assessore ha spiegato che no, «l’impianto non è sovradimensionato» ma che «certo, era previsto che trattasse materiale in arrivo dalla Calabria, ma poi la cosa è saltata». Una risposta dalla quale potrebbe intendersi che l’impianto sia stato costruito per raccogliere anche una non meglio precisata quantità di spazzatura calabrese, che poi non è mai arrivata ma ha lasciato sul territorio un impianto più grosso di quanto serva per i soli rifiuti della provincia di Grosseto.

La dichiarazione non è sfuggita a Rifondazione che, con il referente per l’ambiente, Lamberto Soldatini, chiede chiarimenti: «Non esistono riferimenti in alcun documento ufficiale. E perché l’assessore ritiene necessario farci sapere oggi questa notizia? E ancora: è sovradimensionato o no, ma soprattutto rispetto a quali obiettivi?».

Di potenziale arrivo di rifiuti calabresi si è parlato, in effetti, solo lo scorso giugno (la giunta diede il nulla osta), dunque a impianto già fatto, non in fase di programmazione delle sue dimensioni. La legge, poi, consente di smaltire i rifiuti fuori provincia solo in caso di emergenza, non in modo sistematico da richiedere la costruzione di un impianto ad hoc.

L’altro punto che ha attirato l’attenzione di Rifondazione è l’ammissione, da parte di Siveri, che la previsione di una «crescita infinita» dei rifiuti era sbagliata. A Rifondazione non è piaciuto che l’assessore abbia glissato sulla conseguenza di questo sbaglio, cioè – a giudizio di Rc – la costruzione di impianti sovradimensionati e sbilanciati verso la produzione di cdr e gli inceneritori.

Rifondazione spera che questi errori siano corretti e rivisti nel Piano interprovinciale Ato Sud tra le province di Grosseto, Siena e Arezzo, che sarà adottato domani a Siena. Tuttavia, già prima dell’adozione questo piano non piace troppo a Soldatini, sia perché redatto «senza alcun confronto e discussione degni di questo nome coi Comuni», sia perché tace su come si raggiunge l’obiettivo del 70% di raccolta differenziata e lo sposta al 2020. «Sarebbe possibile già da domani raggiungerlo solo se ci fosse un piano serio... anche se molti amministratori fanno finta di non conoscere gli infiniti esempi positivi. Il 70% di differenziata contrasta con le previsioni del Piano regionale che prevede un aumento, non una diminuzione, del materiale da bruciare. E contrasta anche con la convenzione tra Ato e Futura che condiziona i Comuni a una produzione di indifferenziato che impedisce la costruzione del porta a porta e il raggiungimento di alte percentuali di differenziata». (f.f.)

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