Italia
Sel, primo sì alla fusione E si schiera coi pastori
CASTEL DEL PIANO. Sel Amiata apre alla fusione dei Comuni. La presa di posizione, nuovissima nel suo genere, è arrivata durante l’incontro, che si è tenuto il ottobre a San Lorenzo, borgata di...
CASTEL DEL PIANO. Sel Amiata apre alla fusione dei Comuni. La presa di posizione, nuovissima nel suo genere, è arrivata durante l’incontro, che si è tenuto il ottobre a San Lorenzo, borgata di Arcidosso, per discutere i punti del documento cardine del congresso che si terrà a gennaio 2014 e che, col coordinatore di Sel Amiata Michele Nanni, è partito dal documento elaborato dall’assemblea nazionale per il congresso del prossimo gennaio.
«Nel momento dell’elaborazione dei contenuti avremmo preferito una maggiore rappresentatività dei territori – spiega Michele Nanni – per portare il contributo concreto che arriva dal basso e dal comprensorio».
In ogni caso, il documento presentato, sottoposto all’attenzione dei presenti e discusso, contiene dei punti fondamentali e delle linee guida, da elaborare durante i lavori congressuali: la redistribuzione della ricchezza attraverso una vera patrimoniale progressiva; il reddito minimo garantito per i disoccupati da coprire con i proventi di tassazioni finanziarie come la Tobin tax; il contrasto alla precarietà e al lavoro nero che favoriscono lo sfruttamento del lavoro e la diffusione delle mafie e tutti i grandi temi che il partito porta avanti a livello nazionale.
All’incontro si è parlato però anche dell’Amiata. E anche da Sel arriva l’idea che ormai è necessario «avviare un processo di fusione di tutti i comuni dell’Amiata – come spiega Nanni – superando campanilismi e convenienze di parte, un percorso necessario per dare efficienza ai servizi locali senza gravare sui cittadini già martoriati dalle tasse, e per abbattere gli sprechi e i costi inutili della gestione politica locale».
Michele Nanni, poi, spiega che varie altre sono le questioni amiatine da considerare e discutere, ma che molto passa dalla «riconversione dell’economia in senso sostenibile». E indica tre problemi: la raccolta rifiuti, la geotermia e i predatori di greggi.
«Qui in Amiata – spiega Nanni – si pratica poco la raccolta differenziata che, invece, oltre a sostenere l’ambiente, creerebbe nuovi posti di lavoro. Ne fa fede l’esperienza di Magliano dove sono stati creati, con questo sistema di raccolta, dieci nuovi posti».
Alla geotermia Nanni non chiude la porta: «Non diciamo no aprioristici – spiega – ma pretendiamo l’uso di tecnologie che azzerino i rischi per gli abitanti».
E infine la questione allevatori, poiché l’Amiata, un tempo ricchissima di allevamenti, è oggi ridotta allo stremo, con chiusura e ridimensionamento delle aziende e senza che si riesca a trovare una soluzione degna di chiamarsi tale. «Siamo contrari all’animalismo estremo e favorevoli agli allevatori e all’agricoltura – spiega Nanni –. La questione predatori può essere risolta, visto che oggi quasi tutti i predatori sono ibridi. Dunque non ha senso, in questa situazione, parlare della salvaguardia di specie che sono pressoché inesistenti. Naturalmente gli ibridi vanno tolti di mezzo, e questo favorirebbe, di certo, la ripresa delle attività di allevamento». (f.b.)
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