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Grosseto

«Non crediamo all’offerta estera»

«Non crediamo all’offerta estera»

Mabro, i rappresentanti della Cgil aspettano i fatti: «Basta con le parole»

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GROSSETO. I rappresentanti sindacali Cgil di Abbigliamento Grosseto (Francesca Ferrari, Maurizio Giuliarini, Manola Mengozzi e Nadia Perino) non credono che ci sia un’offerta dall’estero per l’azienda. E aspettano i fatti concreti.

«I primi di settembre avevamo affermato, e la stampa aveva riportato la nostra dichiarazione, che: “Ci verrà proposta la farsa di una società con proprietà sconosciuta, Abbigliamento Grosseto, che affitta l'attività ad un'altra società, una new-co di comodo, anch'essa con proprietà sconosciuta...”. Puntualmente la nostra previsione di un teatrino recitato solo per guadagnare un po' di tempo si è avverata».

«Siamo in grado – proseguono – di fare un'altra previsione. Anche se ci piacerebbe che fosse tutto vero, è evidente che i dieci milioni depositati in una banca londinese sono un'altra bufala. Lunedì prossimo i legali di Abbigliamento Grosseto dichiareranno al giudice che l'accordo non è ancora perfezionato, ma che mancano solo pochi giorni, forse poche ore e che quindi è come se i 10 milioni fossero in tasca e, per confondere, proveranno a stupire con gli "effetti speciali" di uno sfavillante piano industriale costruito su risorse inesistenti».

«Per queste previsioni non abbiamo avuto bisogno della sfera di cristallo, dai personaggi che hanno diretto la nostra azienda abbiamo imparato, a nostre spese, a giudicare solo i fatti, non le parole. La famosa due-diligence che i thai-pratesi di Cn Management avrebbero dovuto effettuare entro lo scorso mese di agosto (parole) non è mai stata realizzata (fatto)».

«Dubitiamo molto che qualcuno investa la consistente somma di 10 milioni senza un’attenta verifica di ciò che acquista. Ancora una volta mancano i fatti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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