Il dolore
Allarme castagne d’importazione da Grecia e Spagna
Fazzi (Igp) denuncia: «Acquisto massiccio dei grossisti Ma confondere i prodotti sarebbe una catastrofe»
CASTEL DEL PIANO. Le castagne amiatine, griffate con l’Igp, non possono correre rischi di immagine. Non deve, insomma, insinuarsi il sospetto che la produzione d’eccellenza locale venga contaminata con castagne che arrivano da Grecia e Spagna.
L’allarme arriva da Lorenzo Fazzi, presidente dell’associazione castagna Igp dell’Amiata, che soddisfatto di come si sta chiudendo la castagnatura in montagna, avverte: «Siamo stati parzialmente graziati dal cinipide quest’anno, siamo stati saccheggiati nei nostri castagneti da ladri mordi e fuggi. E purtroppo mi trovo a dover stigmatizzare certi comportarmenti di alcuni grossisti che, oltre a comperare la castagna dell’Amiata, acquistano le castagne anche in Grecia o in Spagna».
Il fenomeno dell’acquisto di castagne all’estero da parte dei grossisti è sempre esistito, spiega Fazzi. «Ma quest’anno – prosegue il presidente – mi sembra entrare massicciamente nello scenario amiatino, già duramente provato dalla stagione e dall’attacco del cinipide». E, detto dal presidente del dell’associazione castagna Igp, l’allarme mette una certa inquietudine.
«Certo non è un peccato mortale acquistare all’estero – prosegue Fazzi – c’è piena libertà di farlo. Tutto legittimo. Ma quello che voglio far presente come presidente associazione castagna Igp, e quel che vogliono i castanicoltori nostrani, è che vengano ben tenuti distinti i prodotti. La castagna amiatina ha un sapore; quella greca o spagnola ne ha tutt’altro. Per noi sarebbe una catastrofe confonderle. Sarebbe assai peggio dell’infestazione da cinipide». L’associazione ha lavorato a lungo per ottenere l’Igp e non può permettersi di correre alcun rischio.
Migliori notizie, invece, a proposito del cinipide, parassita importato dalla Cina e contro al quale si effettuano da alcuni anni lanci dell’antagonista Torymus sinensis. «Alla fine è andata meglio di quel che temevamo – spiega Fazzi –. Forse il Torymus inizia a funzionare. Fatto sta che la perdita, crediamo, è del 25 per cento circa, da valutare a conti fatti. Ma pensavamo peggio».
Quest’anno l’associazione farà gli ultimi lanci di Torymus nei castagneti di chi si è prenotato ma c’è ancora tempo per prenotarsi fino al 15 novembre. «Poi si chiude – spiega Fazzi – e sarà questo l’ultimo anno che interverremo. D’altra parte adesso abbiamo il nostro campo di preallevamento di Torymus e stiamo cercando un metodo efficace per capire i danni reali causati dal cinipide per chiedere gli indennizzi».
Fazzi è abbastanza ottimista e secondo lui il raccolto dovrebbe essere lusinghiero rispetto alle aspettative: «La castagnatura sta finendo adesso con la raccolta tardiva del marron buono, la castagna più pregiata dell’Amiata, ma si sa che l’Amiata grossetana possiede una capacità produttiva di oltre 25mila quintali di castagne, anche se, nell’ultimo scorcio di anni, mediamente, ne sono stati raccolti dai 12mila ai 15mila quintali. Certo quest’anno ci hanno alleggerito di molto le continue ruberie che abbiamo subito ma anche di questo problema dovremo parlare con i produttori e le istituzioni locali e provinciali. Lo faremo non appena la castagnatura sarà completata e avremo i dati di raccolta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
