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Grosseto

«Perché quel gazebo in area pubblica?»

«Perché quel gazebo in area pubblica?»

Pacella (Lista Lolini) interroga il sindaco: bene l’impresa privata, ma il posto è sbagliato

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GROSSETO. Via Donatello, pochi passi dal campo Zauli: da qualche tempo è in costruzione un chiosco destinato a ospitare una gelateria. Ma adesso, quando manca poco al termine dei lavori, per il Comune (che ha concesso le autorizzazioni del caso) e per il privato (che si è aggiudicato la possibilità di vendere) arriva la doccia fredda. Sì, perché Claudio Pacella, capogruppo della lista Lolini Ppe, ha presentato un’interrogazione a risposta orale al sindaco Emilio Bonifazi. Il numero uno della formazione civica intende avere chiarimenti sull’affare, «Così come mi hanno chiesto alcuni grossetani. D’altra parte – spiega Pacella – siamo in consiglio comunale proprio per questo, per portare le istanze della gente dentro il palazzo».

Pacella, portavoce della più consistente pattuglia di consiglieri presenti nella minoranza, ricorda d’essere «Un convinto sostenitore dell’impresa privata», ma non può evitare di sottolineare come «Questa nuova realizzazione rappresenta purtroppo la conferma di un’improvvida politica di alienazione di aree urbane a destinazione pubblica, un qualcosa che mi lascia a dir poco perplessi».

Nei dettagli Pacella chiede al sindaco di chiarire in base a quali criteri si è deciso di sottrarre all’uso pubblico una parte non trascurabile del piazzale destinato a parcheggio. Un’area vicina a «Un impianto sportivo molto frequentato e che riveste un’importanza strategica». Spesso, infatti, da quelle parti il traffico è chiuso per le gare del Grosseto calcio e manifestazioni di atletica. Ma il capogruppo va oltre: «Perché il Comune non ha pensato a una diversa collocazione della struttura nel più ampio e vicino parco di via Giotto? Quell’area è tutt’ora carente di servizi simili». Più che la posizione della futura gelateria quel che non va giù a Pacella è la (scarsa?) trasparenza nell'iter che ha portato alla nascita della struttura e i quattrini a questa collegati: «Quali sono state le condizioni economiche e temporali di assegnazione dell’area al fortunato concessionario e con quali modalità e per quanto tempo è stata data pubblicità al relativo bando di concorso?». Dalla lista Lolini si chiedono anche quante siano state le ditte che hanno partecipato al bando. Rimane, infine, la considerazione politica. L’indirizzo dell'Amministrazione, secondo Pacella, è chiaro: «Si tende a privilegiare alienazioni, ancorché precarie, di aree a uso pubblico mentre si negano analoghi utilizzi di zone private per le quali non sussistono presupposti edificatori, rinunciando così anche all’incasso di possibili oneri accessori. Come mai?» Ora sta al capo della giunta replicare.

Maurizio Bernardini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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