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Piano opere, il Fiora incontra i sindaci

Piano opere, il Fiora incontra i sindaci

Intanto Landi punta a riaprire la fontanella della Cascata d’acqua d’Alto tra S.Lorenzo e i Capenti

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ARCIDOSSO. I sindaci dell’Amiata versante grossetano preparano le loro esigenze per il settore del servizio idrico e intanto il sindaco di Arcidosso pensa a riaprire la storica fontanella della Cascata d’acqua d’Alto.

L’Unione dei Comuni Amiata grossetana ha incontrato nei giorni scorsi il presidente di Acquedotto del Fiora, Tiberio Tiberi, con il direttore, alcuni tecnici e personale dell’acquedotto. Un incontro per monitorare le necessità e le priorità in ambito di acqua negli 8 Comuni del versante. «Un incontro che i vertici e i tecnici del gestore Fiora faranno in tutti e 56 Comuni serviti dal gestore - spiega il presidente della conferenza dei sindaci amiatini Emilio Landi - in vista del Poa, il piano delle opere dell’anno di acquedotto del Fiora. Un giro per tutti i territori interessati dal medesimo servizio dello stesso gestore, un ascolto delle necessità, delle problematiche e delle criticità: da qui verrà fuori l’elaborazione del piano delle opere. E’ stato un abboccamento chiarificatore perché gli 8 sindaci del versante grossetano si sono riservati di fornire una lista delle proprie priorità: si tratta di fognature, di impianti di abbattimento dell’arsenico, dei depuratori, delle fontanelle libere a disposizione delle comunità, degli allacci nei nuovi insediamenti, dei problemi di carenza idrica in alcuni paesi e borgate. Naturalmente ci aspettiamo, poi, di sapere in base alla quantificazione del budget disponibile dal gestore cosa potrà essere fatto». Il sindaco giudica positivo, comunque, «l’approccio informativo al problema».

Intanto, sempre a proposito di acqua, Emilio Landi assicura anche un’altra cosa che sta particolarmente a cuore alla comunità arcidossina e castelpianese ma non solo a questa. Si tratta della riapertura della fontanella che era stata chiusa accanto alla cascata d’acqua d’Alto, nella strada che congiunge San Lorenzo ai Capenti. Una chiusura a cui il sindaco era stato costretto perché quell’acqua che dissetava centinaia di persone che arrivavano anche da lontano per attingerla aveva una percentuale di arsenico leggermente superiore al livello consentito. «Quella fontanella - spiega Landi - come già più e più volte chiarito, veniva direttamente dalla sorgente senza passare nel deposito dell’acquedotto e quindi per questa sua peculiarità non era gestita dal Fiora. Era acqua direttamente captata dalla vena dell’Ente. Abbiamo in animo di riaprirla, ma questa volta prendendo l’acqua dal deposito,che è monitorata e trattata dal gestore. Così non vi saranno problemi e le persone che vorranno, come è da lunga tradizione, potranno di nuovo tornare a bere e a prelevare quell’acqua per le proprie necessità».

(f.b.)

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