Attenzione
«Nuove Province, grande responsabilità»
Nei prossimi giorni in discussione la riforma Delrio. Parla il sindaco di Grosseto, Bonifazi
GROSSETO. Con la proposta di legge che andrà in discussione fra pochi giorni (il 9), le Province saranno enti di secondo livello. In attesa dell'approvazione della riforma costituzionale che ne prevede l'abolizione, non scompariranno, ma i nuovi enti territoriali saranno formati dai sindaci e avranno funzioni di area vasta. La bozza del Ddl prevede che siano organi delle Province il presidente, il consiglio e l'assemblea dei sindaci, mentre l'elettorato passivo è attribuito solo ai sindaci in carica nei Comuni della Provincia alla data dell'elezione. Quindi l'elezione del presidente avverrà su convocazione del sindaco del Comune capoluogo e ad eleggerlo saranno i sindaci dei Comuni appartenenti alla Provincia e i commissari ordinari e straordinari. Il consiglio provinciale sarà costituito dai sindaci dei Comuni con più di 15mila abitanti (quindi solo Grosseto, Follonica e Orbetello), dai presidenti delle Unioni di Comuni con popolazione complessiva superiore a 10mila abitanti e, fino al compimento del terzo anno dalla data di costituzione del consiglio stesso, anche dai presidenti delle Unioni dei Comuni.
Ma il sindaco Bonifazi è d'accordo sulla proposta di legge che riorganizza province, città metropolitane e unioni dei Comuni?
«Che una razionalizzazione fosse necessaria non c'è dubbio. Vedo che la discussione è aperta ma in questi anni ho sempre chiarito che l'idea che sprechi e burocrazie fossero da imputare alle sole Province mi ha trovato sempre dubbioso e, anzi, timoroso di fronte ad una certa demagogia crescente. Ci sono molte realtà da “disboscare” prima della Provincia e sono tutti da valutare gli eventuali risparmi economici che arriveranno da questo profondo processo di riorganizzazione delle amministrazioni locali. Detto questo, mi sembra che l'arrivo in commissione della proposta di legge a cui ha lavorato il ministro Delrio, ci ponga comunque di fronte a una situazione concreta da affrontare e che si debba lavorare per approfondire e migliorare».
Di fatto la norma, se venisse approvata, concentrerebbe il controllo di un ente di secondo livello, comunque importante, con il suo personale e le sue competenze previste dalla nuova norma, nelle mani di pochi sindaci. E in questa provincia di città grandi ce ne sono pochine.
«Ho letto con attenzione i documenti dell'Upi e il rischio di emarginare i piccoli Comuni, che dovranno comunque unirsi, c'è. Già la perdita del voto democratico per l'elezione del consiglio provinciale appare a molti discutibile se non incostituzionale. Dovremo quindi farci carico, come sindaci principali del territorio, delle esigenze di tutti».
Si prepara a fare il presidente della nuova Provincia?
«Io non mi preparo a niente. Prendo atto che la norma, così come è allo studio oggi, consegnerà una grande responsabilità al sindaco del comune capoluogo. Avere un ruolo determinante su un ente di area vasta, che ha delle strutture, dei dipendenti e dei compiti comunque importanti soprattutto nel campo della tutela e cura del territorio e nella gestione dei trasporti, mi metterà certamente davanti a delle scelte. È importante anche capire, alla fine dell'iter, ad esempio, come ci si muoverà sui dipendenti. Il sindaco di Grosseto dovrà contribuire a scelte significative: mi muoverò con quella cautela che mi ha sempre contraddistinto anche nel rapporto con le strutture comunali». (g.f.)
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