Il Tirreno

Grosseto

Nuova sede per la Mabro Le novità in tribunale

di Francesca Gori

Lunedì Abbigliamento Grosseto presenterà il piano industriale a Pedone Ci sarebbero dieci milioni di euro di investimento già depositati in banca

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GROSSETO. Un nuovo capannone e nuovi macchinari, una newco e un nuovo amministratore delegato per far ripartire la Mabro. Sarebbero questi i punti elencati, uno dopo l’altro, nel piano industriale che Maurizio Santoro, amministratore unico di Abbigliamento Grosseto, presenterà lunedì mattina al giudice Vincenzo Pedone che dovrà decidere se ammettere la società al concordato dopo la proroga di sessanta giorni concessa appunto due mesi fa. Un’operazione che sarebbe possibile grazie a un investitore straniero che a detta di santoro avrebbe già depositato su un conto corrente di una banca inglese dieci milioni di euro.

Ieri mattina, Santoro ha incontrato Cisl e Uil, prima che i segretari partecipassero a un’assemblea nel capannone di via Senese. Dentro c’erano i lavoratori che non hanno deciso di incrociare le braccia e che hanno scelto di portare avanti la produzione, nonostante che, nei giorni scorsi, abbiano ricevuto soltanto il 51% dello stipendio. Il resto - ha rassicurato l’azienda - sarà poi pagato tra qualche giorno.

Nessuno, per ora, conosce il nome del gruppo straniero che avrebbe deciso di investire nella Mabro creando appunto una nuova società attraverso un affitto di ramo d’azienda. Quello che sembra certo è che i dipendenti della Mabro, destinati a cambiare di nuovo padrone, saranno tutti passati nella nuova società che avrebbe anche in mente di lasciare il vecchio capannone di via Senese dove ormai le macchine sono obsolete e dove, a fine gennaio, potrebbe anche diventare esecutivo lo sfratto richiesto da Royal Tuscany, la vecchia proprietà Mabro, che deve riscuotere oltre cinquecentomila euro per l’affitto.

Novità che si aggiungeranno a quelle messe nero sul bianco che verranno depositate lunedì mattina sulla scrivania del giudice che dovrà decidere quale strada far imboccare alla società.

Ieri mattina in azienda, dopo l’incontro con Santoro, Fabio della Spora, segretario Femca Cisl e Gianni Baiocco, numero uno della Uil provinciale hanno partecipato all’assemblea indetta dai lavoratori. «L’unica cosa che mi sono sentito di dire alle donne e agli uomini che sono in azienda - dice Fabio della Spora - è che se l’azienda resterà aperta e la produzione riprenderà, in un modo o nell’altro, loro dovranno ricominciare a lavorare fianco a fianco con le loro compagne che hanno scelto di scioperare. Non dico che bisogna trovare subito l’unità sindacale, mi sembrerebbe utopistico ora come ora. Ma un buon modo di convivenza senza dubbio». Nessun accenno, da parte del sindacalista della Cisl alle parole di Santoro. Della Spora aspetta lunedì, come tutti i lavoratori che dentro o fuori dalla fabbrica stanno lottando per mantenere il loro posto di lavoro. Aspetta di sapere cosa deciderà il giudice. Tre le ipotesi in ballo: Pedone potrebbe accettare la richiesta di concordato presentata da Abbigliamento Grosseto oppure potrebbe ammettere la società alla Prodi bis. Il commissariamento, infatti, era stata la scelta dei lavoratori e di tutti i sindacati, con la Cgil in testa. Oppure, potrebbe anche dichiarare il fallimento della Mabro. Ipotesi, questa, forse la più inverosimile tra le tre in ballo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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