Il Tirreno

Grosseto

Multe cancellate: ex assessore patteggia

Otto mesi per Bastianini, un anno in più per l’allora comandante Bartolini a processo anche per corruzione

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GROSSETO. Otto mesi di reclusione per Gian Carlo Bastianini, un anno in più per Evidio Bartolini e per entrambi, la sospensione della pena.

È finito così, con una richiesta di patteggiamento presentata dagli avvocati Luciano Giorgi e Tania Amarugi, il processo a carico dell'ex assessore e del capo della polizia provinciale. I due erano accusati di falso in atto pubblico e abuso d’ufficio, per non aver mai fatti arrivare alcune multe (a loro insaputa) a personaggi in vista della provincia. Ma anche di corruzione, per aver favorito la società che aveva installato gli autovelox. Per quest’ultima accusa, però, Bastianini ha deciso di andare a processo e la sua posizione è stata stralciata. Bartolini invece, ha ricevuto la pena maggiore proprio perché, nella richiesta di patteggiamento, è finita anche l’accusa di corruzione.

È stato il giudice per l’udienza preliminare Marco Bilisari a firmare la sentenza di patteggiamento di Bastianini e Bartolini, che erano stati rinviati a giudizio insieme all’ispettore della polizia provinciale Mario Santirocchi e al legale rappresentante della società Tecnotraffico srl.

Il meccanismo scoperto dalla polizia stradale, che ha seguito le indagini coordinate dal pm Stefano Pizza, sarebbe stato ogni volta più o meno lo stesso: l’assessore avrebbe dato istruzioni precise al capo della polizia provinciale che avrebbe poi sottoposto all’assessore una serie di nominativi, stampati, degli intestatari delle auto multate, prima di procedere alla redazione dei verbali di contravvenzione per violazione delle norme del codice della strada accertate mediante autovelox. Il comandante, ricevute indicazioni o notate cancellature sulla lista, sarebbe poi entrato con una password nel sistema informatico per la gestione dei verbali e avrebbe alterato la targa: una cifra o una lettera in più o in meno e il verbale entrava “in quarantena” perché il sistema attribuiva la targa a un'auto straniera o sconosciuta. E il sommario processo verbale di fatto veniva annullato, perché non stampato né inviato all'interessato. I casi sono pochi _ l'indagine è stata condotta a campione _ ma comunque significativi: i beneficiari sono persone in vista della nostra provincia. Tra loro c’erano anche l’allora sindaco di Roccastrada Leonardo Marras, l’ex primo cittadino di Grosseto Loriano Valentini , l’avvocato Maurizio Andreini, l’ex viceprefetto Valentinetti. Tutti ignari, come hanno dichiarato alla polizia giudiziaria, di ciò che avveniva nelle stanze della Provincia.

L’ex vicepresidente ed ex assessore alla polizia provinciale Giancarlo Bastianini e l’ex comandante del Corpo di polizia provinciale Evidio Bartolini hanno scelto di patteggiare, mentre sono state stralciate le posizioni di Mario Santirocchi e di Antonino Tysserand.

Falso e abuso d’ufficio, quindi, sono le contestazioni che erano state ipotizzate nei confronti di Bartolini e Bastianini. Il periodo interessato dall’indagine è compreso tra l’estate 2007 e il marzo 2008 e non interessa dunque l’attuale gestione e amministrazione. Il falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici avrebbe consentito ai beneficiari di evitare di pagare le multe e avrebbe impedito all’amministrazione provinciale di riscuotere quanto dovuto: le multe sulle quali sarebbe stato chiuso un occhio andavano da un minimo di 148 a un massimo di 370 euro.

Una dozzina gli automobilisti interessati a quello che la Procura individua come un abuso d’ufficio, al quale gli automobilisti setessi non avrebbero comunque partecipato. (f.g.)

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