Il Tirreno

Grosseto

Il “giallo” del couscous nella Follonica multietnica

di Paola Villani
Il “giallo” del couscous nella Follonica multietnica

Alcuni abitanti trovano in strada un altarino e pensano a un rito di magia nera Interviene l’Arma ma è solo un messaggio d’amore. «Non conosciamo questi usi»

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FOLLONICA. Un piatto, una candela, una bottiglia di rum e del couscous: indizi di un rituale lasciati in tre punti diversi alla 167 Ovest. Strano risveglio per alcuni follonichesi che ieri mattina uscendo di casa hanno trovato qualcosa di molto particolare nella via principale del loro quartiere.

«Abbiamo visto questo piatto con sopra una candela contornata da del cibo – raccontano alcuni abitanti della 167 Ovest – accanto alla stoviglia c’erano una bottiglia di un alcolico e poi dei mozziconi di sigari: abbiamo avvertito i carabinieri, che sono arrivati subito per capire di che cosa si trattasse. Poi il Coseca ha ripulito il tutto».

La stranezza era che gli stessi oggetti erano stati lasciati in tre punti differenti di via De Gasperi: i primi sono stati trovati di fronte alle cabine telefoniche, altri vicino a una panchina e il terzo “altarino” all’incrocio con un’altra strada.

«Sull’asfalto non c’erano disegni strani – raccontano ancora i testimoni – ma francamente vedere un simile scenario ci ha turbati: non capiamo il senso di tutto questo».

Quello che subito è balzato nei pensieri di chi abita in quella zona di Follonica è che l’episodio fosse riconducibile ad un rito particolare, qualche usanza straniera, africana forse, considerata la presenza del couscous, piatto tipico del Nord Africa.

«Non conoscendo le tradizioni dei paesi stranieri abbiamo temuto il peggio – raccontano – subito si è sparsa la voce che si trattasse di magia nera, di riti non così innocenti. Poi però documentandoci un po’ abbiamo capito che forse quella era semplicemente una dichiarazione d’amore o comunque qualcosa legato appunto ai sentimenti».

La stessa impressione l’hanno avuta le forze dell’ordine a loro giudizio non si tratterebbe di niente di così particolare ma solo di una usanza legata all’innamoramento. Candele, piatti, così come altri oggetti, fanno parte della tradizione legata ai rituali, pratiche utilizzate ancora oggi nei paesi non occidentali, usi che arrivano da lontano, passati da generazione in generazione, forse incomprensibili per gli europei o quanto meno non capiti fino in fondo.

«L’importante è che adesso abbiano tolto tutto – continuano i residenti – è chiaro che non conoscendo i costumi delle altre culture chi ha visto quell’altarino si è spaventato».

In fondo la scoperta altro non è che il simbolo di quanto stia cambiando Follonica, una città composta da nazionalità diverse, da tradizioni anche molto distanti tra loro ma che oggi convivono nella stesso luogo ognuna con la sua storia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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