Il Tirreno

Grosseto

Farmacie all’asta, la Cgil annuncia guerra

Il sindacato tuona contro le tutele per i lavoratori previste dal contratto: «Poche e generiche»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Vendita di Farmacie comunali spa: è scontro tra Filcams Cgil e Comune. Due giorni fa è uscito il bando pubblico e le reazioni, ventiquattr’ore dopo, sono tutt’altro che amichevoli.

Una decina di minuti al telefono con il segretario del sindacato, Andrea Ferretti, bastano per avere la dimensione della bufera che investirà la politica locale nelle prossime settimane.

Ferretti è furibondo: «Siamo sempre stati contrari alla vendita. Ma visto che il Comune insisteva per motivi di bilancio non ci siamo messi di traverso e abbiamo avuto un atteggiamento responsabile. Abbiamo fatto un incontro con il sindaco, ci era stato chiesto di rimanere entro i paletti imposti dalla delibera del consiglio comunale, la numero 64 del 27 agosto 2013. Lì era indicato l’inserimento di una clausola sociale che tutelasse i contratti dei lavoratori per un periodo non inferiore ai tre anni. E ribadisco, non inferiore, dunque anche su questo piano qualcosa in più si poteva fare. Ma così non è stato e ora chi arriverà potrà applicare contratti ben meno vantaggiosi per i dipendenti».

In effetti, a guardare bene il bando di vendita, delle tutele si vedono: «L’aggiudicatario dovrà impegnarsi a garantire al personale di Farmacie comunali riunite spa in forza alla data dell’aggiudicazione i trattamenti economico normativi in atto e i livelli occupazionali per un periodo non inferiore ai tre anni (dalla sottoscrizione del contratto di cessione delle quote)».

Ogni variazione successiva, poi, dovrà essere «sottoscritta con le organizzazioni sindacali”» E anche per quel che riguarda il servizio delle pulizie qualcosa è segnato: a parità di termini, modalità, condizioni economiche e prestazioni contrattuali offerte dovrà essere privilegiata l’offerta dell’attuale prestatore di servizio rispetto a quelle presentate da altri soggetti.

Poca roba per la Filcams Cgil che rincara la dose: «Vogliamo garanzie e quelle che ci hanno dato non sono per nulla sufficienti. Nel settore esistono due contratti, uno per le farmacie speciali, municipalizzate, e l’altro per quelle private. Quest’ultimo è molto più povero sia a livello economico che normativo. Si parla di eventuali quattrini in meno in busta paga, ma anche di una possibile messa in discussione di maggiorazioni, riposi, formazione, ferie». Insomma, la salvaguardia dei posti di lavoro non c’entra.

«Almeno per quelli _ sbotta Ferretti _ si spera che Bonifazi si faccia da garante e rispetti le promesse».

Le promesse, è questo il punto: «Il sindaco, durante l’ultimo incontro che avevamo avuto, si era detto disponibile a inserire clausole stringenti per i contratti e non generiche come quelle che sono spuntate nel bando».

Da dove arriva, dunque, quella che la Filcams Cgil considera una marcia indietro, un tradimento? «Dal passaggio con i privati che detengono il 49 per cento delle quote di Farmacie spa. La disponibilità del Comune si è sciolta davanti alla volontà del socio privato. Questo evidenzia ancora una volta la sudditanza dell’ente. Ora il rischio è che l’affare venga scaricato sulla pelle dei lavoratori».

Intanto va avanti l’iter referendario che mira ad annullare la vendita: «Non daremo un’adesione ufficiale come Filcams Cgil, ma credo che i lavoratori ci saranno». E il 13 novembre, in concomitanza con lo sciopero nazionale indetto dai sindacati contro la legge di Stabilità, a Grosseto le parti sociali scenderanno in piazza per esprimere la loro rabbia sul caso farmacie.

Maurizio Bernardini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa