Il dolore
Zampillo centenario, paese in festa
Un secolo fa a Manciano arrivava l’acqua. L’evento in una mostra
MANCIANO. Sabato scorso Manciano ha festeggiato 100 anni dall'arrivo dell'acqua nel comune, alla presenza del sindaco Marco Galli, del presidente di Acquedotto del Fiora Tiberio Tiberi e di vari amministratori, studiosi, ricercatori e esponenti del circolo Arci locale.
Un centenario importante, perché l'arrivo dell'acqua significò, per il comune, un cambiamento radicale di vita e dette una risposta alla sete atavica della collettività mancianese.
Acqua che arrivò, nel 1913, dall'Amiata, come racconta il bel libro di Daniele Pratesi "Sitivimus" (edizioni Laurum), che descrive "l'epopea di un grande sogno collettivo" sognato da tutta la popolazione e che divenne un'opera pubblica, l'acquedotto della montagna. L'acqua delle sorgenti del Fiora fu accolta addirittura dalle campane suonate a festa nella notte stellata del 3 agosto, sgorgata in un grande zampillo in piazza Garibaldi, l'accorrere dell'arciprete, degli assessori, dei tecnici, del sindaco Aldi Mai e di una popolazione che con l'arrivo dell'acqua vedrà diminuire del 10% la mortalità infantile.
Un grande obiettivo per raggiungere il quale, erano caduti sindaci e giunte agli inizi del '900 e che solo nel 1913 vide la sua realizzazione, con l'impresa dell'ingegner Mariani e la direzione dei lavori Ricci-Busatti. Una serie di pannelli, esposti al Nuovo Cinema Moderno, ripercorre la faticosa strada verso l'acqua. (f.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
