Il Tirreno

Grosseto

«Volevano salire, respinti tre volte»

di Pierluigi Sposato
«Volevano salire, respinti tre volte»

Una coppia di turisti ha sporto querela per accertare chi dell’equipaggio non voleva farli entrare sulle scialuppe

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GROSSETO. C’erano passeggeri che avevano preso a schiaffi il personale dell’equipaggio addetto alle lance, ha raccontato amareggiato il maitre Ciro Onorato. Ma c’erano anche passeggeri cui è stato rifiutato per ben quattro volte di salire sulle lance. Quest’ultimo aspetto - oggetto anche di una querela - è stato rivelato dall’avvocato Michelina Suriano, difensore di sette passeggeri di Gaggio Montano, un paese sulle alture emiliane nei pressi di Porretta. Due aspetti di quelle drammatiche fasi di abbandono della nave che vengono portati per la prima volta in un dibattimento pubblico.

«Due miei assistiti sono stati rifiutati per quattro volte - ha detto ponendo domande allo stesso Onorato - e io devo riuscire a individuare chi». Ma né Onorato né Antonello Tievoli, sentito successivamente, sono riusciti a dare indicazioni su quanto avvenuto al ponte 4, verso poppa, all’altezza del ponte Milano, sul lato sinistro: entrambi erano sul lato destro. La coppia di turisti, due settantenni, era al teatro in quel momento, per assistere allo spettacolo, iniziato un po’ in ritardo rispetto all’orario concordato: erano le 21.40, 21.41 o giù di lì, secondo la ricostruzione dei coniugi quando era stato detto loro di tornare in cabina per prendere i giubbotti di salvataggio. Il personale avrebbe anche detto loro di «restare lì». Un consiglio-ordine al quale la coppia aveva poco dopo “disubbidito”, riguadagnando autonomamente il ponte 4, sul fianco sinistro. Da lì avevano successivamente cercato di imbarcarsi, secondo quanto da loro denunciato, ottenendo sempre e soltanto un «no». Era stato detto loro che da lì non si poteva salire, che non era sicuro. Avevano provato una prima volta, una seconda, una terza, sempre dalla fiancata sinistra. Soltanto alla quarta, quando il passeggero aveva fatto la voce grossa e chiesto il rispetto delle regole di sbarco in caso di emergenza (privilegiando i bambini e le donne) qualcosa si era smosso e la coppia aveva finalmente potuto trovare posto su una lancia.

Quale lancia? L’avvocato Suriano spiega di non essere ancora riuscita ad appurarlo come di non essere ancora riuscita a capire quali erano state le altre tre lance da cui la coppia era stata respinta e chi sia stato a pronunciare quelle parole. Le indicazioni fornite dai passeggeri non sono state di aiuto, perché quelle parole sono state attribuite a un non meglio identificato «personale asiatico». Ma forse le lance non erano sicure perché alcune di quelle di sinistra si erano incastrate a causa della inclinazione della nave? No, hanno ribattuto i passeggeri, nessuna di quelle tre lance era incastrata.

L’avvocato Suriano ripeterà la domanda a vari altri testimoni che si alterneranno sul palco del Moderno e conta anche sulle indagini della Procura, avviate dopo la querela. Se ci sono responsabilità del personale, ha fatto capire, è bene che vengano fuori.

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