Finanza
Sos per le antiche cisterne e la chiesetta
Da Talamone a Santa Liberata monumenti in abbandono. L’assessore: «Valutiamo il recupero»
ORBETELLO. Per chi arriva a Orbetello da nord, Talamone è da sempre la cartolina d’ingresso e da sempre è uno scrigno di storia,dalla memoria dell’approdo di Garibaldi alle antiche cisterne romane.
Una di queste ultime si trova a pochi passi dal centro e oggi risulta coperta da sterpaglie e rovi di ogni genere. Come se non bastasse, da qualche tempo è sulta meta di bivacchi di persone che evidentemente non hanno rispetto di questi beni e ne aggravano il degrado. Difficile dunque _ se non sconsigliabile _ visitare la cisterna. Ed è un vero peccato.
Secondo la storiografia allo sbarco a Talamone di Caio Mario nell’87 a.C il paese con la vittoria di Silla fu distrutto. In epoca augustea nella zona si costruirono ville cisterne, vasche termali, recinzioni di accampamenti per truppe. Quel rudere così imponente ancora oggi conserva la sua grandezza, costituito da tre navate intercomunicanti e detto “I Casaloni”. Riportare questo tesoro agli antichi splendori, magari attrezzando l’area con cartelli esplicativi e qualche panchina, sarebbe sicuramente opera meritoria e assai utile per attrarre turismo.
Altro monumento dimenticato è una piccola chiesa che si trova a Santa Liberata. La chiesina della Peschiera risale al 1802: la fece costruire Felice Sammaritani, affittuario della peschiera, per ringraziare la Madonna del Loreto, a cui fu dedicata, della ricca pesca di quegli anni nella laguna. Sammaritani, come spiega il professor Gualtiero Della Monaca, uno dei massimi esperti di storia locale, era originario delle Valli di Comacchio. E benché quella chiesina _ non sconsacrata _ non sia certo il monumento principale di Orbetello e dintorni, trovarla in uno stato di degrado così avanzato è un dispiacere per i tanti appassionati di beni culturali. Così che più di qualcuno ipotizza un suo utilizzo alternativo, magari proprio per attività culturali, una volta riqualificata a dovere.
Curiosità: la chiesina della Peschiera rappresenta in un certo senso un'anomalia in quanto è situata nel territorio del comune di Monte Argentario, ma fa parte del patrimonio di quello di Orbetello.
Riguardo al presente e al futuro di questo monumento _ così come per la cisterna romana _ abbiamo chiesto lumi al neoassessore ai lavori pubblici Mario Chiavetta, chiedendo se fossero in previsione interventi di recupero, ristrutturazione o riqualificazioni delle aree di interesse culturale da parte dell’amministrazione comunale lagunare.
«Il bilancio è già chiuso», risponde Chiavetta. «Ma ho preso visione della cisterna romana con Antonio Cagnacci, cittadino sempre attento a queste tematiche, e si potrebbe studiare un percorso di recupero con la Soprintendenza».
Una risposta che lascia intravvedere almeno per la cisterna la speranza di un futuro degno del suo passato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google