Il Tirreno

Grosseto

«Perché la Tares costa così tanto»

di Fiora Bonelli
«Perché la Tares costa così tanto»

Il sindaco di Castell’Azzara incontra gli imprenditori «So che è esosa e iniqua, ma più bassa di così non si poteva»

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CASTELL’AZZARA. Il sindaco di Castell’Azzara, Marzio Mambrini, ha spiegato ai rappresentanti di tutte le attività commerciali e produttive castellazzaresi le modalità di applicazione della Tares e i risvolti che rischia di provocare su di una economia di per sé già debolissima. «So bene che già siete allo stremo, provati da uno Stato centrale che vi impone sempre più balzelli, da una burocrazia lenta e costosa e con un comune che vorrebbe aiutarvi ma si trova imbracato tra tagli di risorse e rispetto di un insensato patto di stabilità. Portare avanti una attività in questo momento di crisi in un territorio privo di aziende numericamente corpose, rappresenta un atto eroico. Il poco turismo che riuscivamo a catturare sta erodendosi».

La Tares, iniqua ed esosa e che in alcuni casi è il doppio della vecchia Tarsu, costringerà alcuni a chiudere bottega. Mambrini elenca i motivi e le criticità del problema rifiuti: «La Tares – dice – è una tassa non voluta, ma subita dai comuni i quali hanno cominciato a perdere il controllo su questa materia. Ogni volta che un servizio si allontana dal territorio assistiamo ad un aggravio dei suoi costi. Perché finché è stata in vigore la Tarsu il Comune aveva margini di manovra, mentre oggi tutto ciò non ci è più permesso: la Tares deve coprire totalmente i costi di gestione dei rifiuti urbani (vale a dire la raccolta, il trasporto, il recupero, il riciclo, il riutilizzo, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti) e il servizio di pulizia delle strade e finanziare anche i servizi indivisibili come l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la polizia locale, le aree verdi. In sostanza, il corrispettivo per i servizi indivisibili porterà un incremento stimato di circa il 14% per una famiglia di tre componenti».

Mambrini spiega che il costo del servizio è spropositato per vari motivi, tra i quali una produzione troppo alta dei rifiuti. «Nel 2012 abbiamo prodotto rifiuti per 634,600 tonnellate, quasi 400 chili a persona, e il ritiro e lo smaltimento costa al Comune 425.300 euro, una cifra pari a quanto il Comune spende per pagare i propri dipendenti. Necessitano stili di vita più virtuosi. Il segreto per pagare meno la tassa sui rifiuti è quello di imparare a produrre quantità minori di rifiuti», commenta Mambrini.

Sul balzello pesano poi i costi di trasporto, che lievitano perché – spiega il sindaco – mancano centri vicini a cui conferire rifiuti. «La chiusura di Sorano e del Tafone e la difficoltà di conferire ad Abbadia ci costringono a fare riferimento all’impianto delle Strillaie con costi di trasporto notevoli».

Il sindaco spiega di aver calcolato la tariffa applicando i minimi consentiti dal Dpr, così come anche abbiamo fatto per le utenze domestiche. In aggiunta, abbiamo dimezzato la compartecipazione delle utenze non domestiche alla spesa totale, facendola scendere dal 20% al 10%, ridistribuendo appunto il 10% sulle utenze domestiche. Altre possibilità la legge non le offriva». L’impegno del comune è, ora, estendere il porta a porta su tutto il territorio comunale.

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