Attenzione
Intossicati dai funghi 11 ricoverati
GROSSETO. Dieci persone sono dovute ricorrere alle cure del pronto soccorso di Grosseto e una a quello di Casteldelpiano per aver mangiato funghi velenosi e, in un caso, ovuli contaminati da muffe. È...
Dieci persone sono dovute ricorrere alle cure del pronto soccorso di Grosseto e una a quello di Casteldelpiano per aver mangiato funghi velenosi e, in un caso, ovuli contaminati da muffe. È successo tra domenica e lunedì scorso, quando molta gente ha approfittato del weekend di bel tempo per andare a raccogliere funghi. Nessuno di loro, fortunatamente, è grave: è stato sufficiente somministrare adeguata terapia e trattenerli alcune ore in osservazione.
E anche in questo caso, come era avvenuto la settimana scorsa, i micologi della Asl 9 chiamati dai medici del pronto soccorso per identificare le specie responsabili delle intossicazioni, tra gli scarti dei funghi di coloro che si erano sentiti male, hanno trovato i resti di Entoloma lividum e di Omphalotus olearius. Nel primo caso, si tratta di un fungo molto tossico che viene confuso con il Clitocybe nebularis, l’ordinale grigio; l’altro, l’Omphalotus olearius, responsabile di almeno il 20% delle intossicazioni, viene di solito confuso con il Cantharellus cibarius, il giallarello, un fungo commestibile e prelibato.
In un caso, invece, l’intossicazione è stata provocata dal consumo di Amanita Caesarea, il comune e apprezzato ovulo o cucco, contaminato da una muffa molto tossica se ingerita. «Come tutti i prodotti facilmente deperibili – spiega Leonardo Ginanneschi, responsabile dell’Ispettorato micologico dell’Asl – i funghi vengono facilmente aggrediti da parassiti animali e da muffe che possono renderli tossici, soprattutto se vecchi, mal conservati o poco cotti. Tuttavia è facile riconoscere i funghi contaminati e nel dubbio, meglio non mangiarli se non c’è la possibilità di farli vedere a uno dei nostri esperti. Ad esempio, gli ovuli contaminati da muffa come quello che lunedì ha prodotto l’intossicazione, si presentano non con il cappello di naturale colore arancio, ma giallo chiaro, opaco e di forma irregolare. Le lamelle sotto il cappello, inoltre, sono assenti o si presentano ammazzettate. Ecco, in questo caso il fungo non va consumato, né cotto, né, tantomeno, crudo, né va mescolato con altri funghi in cottura».
Più in generale, comunque, vale sempre il solito appello: nel dubbio sulla qualità delle specie raccolte, rivolgersi sempre agli esperti dell’Ispettorato micologico dell’Asl 9, che ha attivato sportelli in tutto il territorio provinciale, proprio per favorire l’accesso ai cittadini.
Infine, chi ha necessità di farsi visitare al pronto soccorso per una sospetta intossicazione da funghi, se è possibile, deve portare con sé i resti delle puliture o della cottura, in modo da favorire gli esperti nell’identificazione delle specie e consentire, così, ai medici di somministrare la terapia adeguata. A Grosseto fino al 29 novembre l’ufficio è aperto a Villa Pizzetti, viale Cimabue (edificio a destra del cancello principale), telefono 0564/0564 485605, 483613-483626-483698-483699; lunedì, martedì, giovedì, venerdì dalle 13 alle 14.
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