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Grosseto

I Ris nella casa in cui Irina è stata strangolata

I Ris nella casa in cui Irina è stata strangolata

Giovedì i carabinieri entreranno nell’appartamento al terzo piano di via Ansedonia dove con ogni probabilità è avvenuto l’omicidio della donna

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Nell'appartamento al terzo piano di via Ansedonia, quello dove sul campanello ci sono ancora i nomi di Irina e Sergio uno accanto all'altro, i carabinieri del Ris di Roma entreranno giovedì 31 ottobre. Da quando Bertini, il tecnico informatico di 47 anni è stato arrestato per l'omicidio della sua compagna, nessuno ha più messo piede in quelle stanze. I militari della compagnia, in realtà, il giorno dopo la denuncia di scomparsa presentata proprio da Bertini, erano andati a trovarlo a casa. Il tecnico li aveva fatti entrare e l'appartamento era in ordine. Non c'era niente che non andasse in quella casa. Non c'era alcun dettaglio che potesse attirare l'attenzione degli investigatori, preoccupati soltanto per quella donna scomparsa. Irina, invece, era già stata uccisa, nella sua camera da letto. Strangolata, soffocata da quello che sarebbe dovuto essere un "abbraccio", come ha detto Bertini al giudice, prima di essere avvolta in una coperta e sistemata, con ogni probabilità, nel bagagliaio del fuoristrada del tecnico. E anche dall'autopsia, che non è stata ancora richiesta, potranno emergere ulteriori indicazioni. La prima, se Bertini ha detto la verità sul modo in cui sarebbe morta Irina. Lunedì sera intanto, del caso di Irina Meyntser si è occupata la trasmissione di canale 5 Matrix.

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