Il Tirreno

Grosseto

Bellumori: «Resto per i miei capalbiesi»

Il 28 novembre si voterà la sfiducia: «Fino a quel giorno non lascio, un vuoto amministrativo ora sarebbe gravissimo»

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CAPALBIO. Luigi Bellumori parla, il giorno dopo la notizia choc che una parte del consiglio comunale di Capalbio ha presentato una richiesta di mozione di sfiducia che andrà discussa entro il 28 novembre. È sereno nonostante sia in gioco la sua carriera politica e amministrativa che lo ha visto protagonista in tante battaglie.

Come si comporterà adesso, cosa farà dopo questa mozione?

«Nell’interesse dei cittadini continuerò a lavorare sui procedimenti avviati, e questo già a partire da questa mattina in consiglio e a maggior ragione sarà indispensabile l'apporto degli stessi firmatari della mozione che dovranno collaborare e non chiamarsi fuori. Altrimenti che senso ha parlare di immobilismo politico se poi non si è partecipi di azioni amministrative?».

Si aspettava o no che tutto questo accadesse?

«Mi aspettavo i passi che sono stati fatti nonostante durante gli ultimi incontri qualcuno, precedentemente iscritto al Pd, avesse dichiarato la propria disponibilità a collaborare. Ma occorrono chiarimenti politici che a volte fanno emergere questioni inaspettate. Tuttavia è singolare la commistione di consiglieri che hanno storie diverse, appartenenze diverse, combattutisi anche tra di loro aspramente e che nell’aver firmato l’atto di sfiducia evidenziano un accordo maturato nel tempo e non negli ultimi giorni. Questa è la politica e come in tutte le questioni saranno i capalbiesi chiamati alle urne per la prossima legislatura a sciogliere i nodi di questa vicenda».

Si sarebbe potuto evitare di arrivare alla dichiarazione di sfiducia?

«Il comportamento dei consiglieri è individuale e autonomo. Durante l’incontro con il gruppo misto sono state evidenziate quelle, che per loro, erano le idee del programma disattese. Molte questioni che erano già state anticipate, in maniera concorde, il 24 settembre in consiglio comunale e indicate positivamente anche dal direttivo dell’Unione Comunale Pd il 17 ottobre. E ho anche preso in considerazione che alcune delle vicissitudini in questione potevano essere affidate, con delega specifica, proprio a consiglieri del gruppo misto. Non sfugge certo che alcune tematiche sono di per sé un programma elettorale e non possono essere considerate aspetti di attività amministrativa di fine legislatura. Ma ora di tutto c’è bisogno, fuorché di un vuoto gestionale.

Se si accorgesse che non ci sono più margini di trattativa, rassegnerà le dimissioni o andrà fino in fondo?

«La politica, come noto, cambia giorno dopo giorno ed il fatto che quattro consiglieri che fino a venti giorni fa militavano nella maggioranza firmano con tre consiglieri di minoranza una mozione di sfiducia ne è chiara dimostrazione. Il 3 settembre dopo le dimissioni di Bianciardi, che in questi anni ho sempre difeso da numerosi attacchi alla sua persona, ho dovuto ammettere la mia sconfitta. Comunque giovedì 28 novembre accetterò con serenità ogni decisione. Fino ad allora continuerò a lavorare per i cittadini: l’11 novembre in una messa ricorderò le vittime dell’alluvione e i caduti di Nassiriya e continuerò a passare qualche ora settimanale nella scuola».

Sabino Zuppa

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