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«A me bastava il passaggio del 6 gennaio»

«A me bastava il passaggio del 6 gennaio»

«Il passaggio del 13 gennaio? Non l'avevo chiesto. Io avevo fatto richiesta la settimana prima, perché originariamente sarei dovuto sbarcare il 7 gennaio: avevo chiesto se c'era la possibilità di...

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«Il passaggio del 13 gennaio? Non l'avevo chiesto. Io avevo fatto richiesta la settimana prima, perché originariamente sarei dovuto sbarcare il 7 gennaio: avevo chiesto se c'era la possibilità di passare meno lontani dal Giglio. Ed effettivamente il 6 gennaio mi sembrò che fossimo più vicini del solito. Schettino non era entusiasta ma a me sembrava abbastanza e io lo ringraziai. Poi Schettino disse ad Ambrosio di stabilire una rotta più vicina per la settimana successiva».

Lo ha detto Antonello Tievoli, capo maitre, gigliese di origine, ascoltato ieri come testimone. Tievoli attribuisce insomma al comandante la responsabilità del passaggio del 13 gennaio, il giorno del naufragio. «Prima della partenza da Civitavecchia fui chiamato al telefono da Schettino per prenotare un tavolo al club del ponte 11, ricordandomi che avremmo fatto il passaggio ravvicinato al Giglio. Tievoli ha detto di ritenerla «una richiesta legittima», ha specificato rispondendo all'avvocato di parte civile Bellotti. Poi a terra l'incontro con Schettino che disse «Chi ce l'ha fatto fare?». Ha chiesto Donato Laino, difensore del comandante: «Lei disse "mi sento in colpa": se lo ricorda?» . No, ha risposto il maitre. «Oggi si sente in colpa?» «Sono addolorato per ciò che è successo». (p.s.)

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